Private debt cresciuto del 13 per cento nel 2024

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AIFI ha presentato, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), i dati di mercato del private debt nel 2024.

La metodologia utilizzata nella raccolta dei dati è uniformata a quella per il settore del private equity, che è in linea con quella internazionale.

Nel 2024 la raccolta degli operatori di private debt attivi nel mercato italiano ha registrato una crescita del 13 per cento rispetto all’anno precedente, attestandosi a 1.360 milioni di euro rispetto ai 1.200 milioni del 2023.

Questi dati evidenziano un trend di crescita costante del settore, che si rafforza anno dopo anno.

Il numero degli operatori che hanno raccolto capitali si conferma stabile a 13, come già avvenuto nel 2023.

Guardando alla provenienza dei capitali, i fondi pensione e le casse di previdenza sono stati la prima fonte della raccolta (39 per cento), seguiti dal settore pubblico e i fondi di fondi istituzionali (28 per cento) e dalle assicurazioni (12 per cento).

Se guardiamo ai soli fondi pensione e casse di previdenza, la provenienza geografica dei capitali è per il 54 per cento estera. Si specifica che le elaborazioni sulle fonti rappresentano il 66 per cento del totale raccolto.

Nel corso del 2024 sono stati investiti complessivamente nel mercato italiano del private debt 4.962 milioni di euro, valore più alto mai registrato e in crescita del 53 per cento rispetto all’anno precedente (3.251 milioni).

Analogamente al fundraising, anche per gli investimenti si registra una crescita costante nel tempo, alimentata soprattutto dall’incremento delle operazioni di grandi dimensioni.

Il numero di società finanziate è stato pari a 168 società, in aumento del 14 per cento rispetto alle 147 del 2023.

Guardando alla provenienza geografica degli operatori, i soggetti domestici hanno realizzato il 60 per cento del numero di operazioni, mentre l’80 per cento dell’ammontare è stato investito da operatori internazionali.

Per quanto concerne la dimensione degli investimenti, come anticipato, si segnala un peso sempre più marcato delle operazioni di dimensione rilevante; nel 2024, infatti, le società che hanno ricevuto almeno 100 milioni di euro ciascuna sono state 11, per un ammontare complessivo di 2.698 milioni di euro, in crescita rispetto alle 4 società dell’anno precedente, che avevano ricevuto 1.504 milioni.

Per quanto riguarda le caratteristiche delle operazioni, la durata media è di 5 anni e 10 mesi, mentre il tasso d’interesse medio è pari all’8 per cento se consideriamo le operazioni a tasso fisso, mentre per quelle a tasso variabile il valore è pari al tasso di riferimento (i tassi disponibili per l’analisi sono tutti indicizzati al tasso Euribor con diverse scadenze) a cui si aggiunge uno spread del 5,6 per cento.

Con riferimento all’obiettivo dei finanziamenti, nel 2024 il 36 per cento dell’ammontare investito è stato indirizzato al supporto di operazioni di Lbo, mentre il 27 per cento verso la crescita interna delle società target.

A livello di numero il 33 per cento del totale ha riguardato debito a supporto di operazioni di buy out e il 32 per cento la crescita interna delle società target.

A livello geografico, la prima regione resta la Lombardia, dove è localizzato il 34 per cento delle società italiane oggetto di investimento, seguita da Emilia-Romagna (12 per cento) e Lazio e Veneto (11 per cento).

Con riferimento ai settori di attività, al primo posto con il 20 per cento del numero di imprese troviamo i beni e servizi industriali, seguiti da energia e ambiente, con il 19 per cento.

Si sottolinea che il 58 per cento delle società target ha meno di 250 dipendenti.

“Nel 2024 il mercato del private debt è stato da record sia nella raccolta sia negli investimenti” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi.

“L’incremento del 53 per cento negli investimenti è la dimostrazione della necessità di tale strumento a supporto dello sviluppo aziendale.

Per questo oggi è fondamentale che gli investitori istituzionali facciano la loro parte per permettere agli operatori di moltiplicare le azioni a sostegno delle realtà imprenditoriali generando circoli virtuosi di crescita”.

Nel 2024 le società che hanno effettuato rimborsi sono state 81 (82 l’anno precedente, – 1 per cento), per un ammontare pari a 439 milioni di euro (- 32 per cento).

Il rimborso come da piano di ammortamento dello strumento ha rappresentato la tipologia più utilizzata in termini di numero, il 73 per cento del totale.

Gli operatori che hanno ricevuto rimborsi (anche parziali) sono stati 13, rispetto ai 16 dell’anno precedente. (Redazione)

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