Primum vivere, poi votare

Palazzo Comitini

(Sergio Scialabba) Hanno dato appuntamento ai sindaci, ai sindaci metropolitani e ai commissari dei liberi consorzi, in piazza Indipendenza, il 15 maggio, festa dell’Autonomia della Regione Siciliana. I deputati regionali Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice, insieme col sindaco di Messina Cateno De Luca, promuovono una mobilitazione generale per salvare le ex Province. Un appello contestuale a quello di blocco delle elezioni, già in calendario il prossimo 30 giugno.

da sinistra Lo Giudice, De Luca e Figuccia

Un ordine del giorno, presentato all’Ars da Lo Giudice e Figuccia, contiene una serie di misure: la possibilità di approvare i bilanci 2018 (e per la città metropolitana di Catania, anche 2017) in deroga alle norme di contabilità pubblica, anche in deficit, pena il dissesto, indicato come il peggiore dei mali; l’utilizzo degli avanzi vincolati e liberi per garantire il pareggio e gli equilibri finanziari; in attesa dell’approvazione dei bilanci, poter, comunque, avviare l’utilizzo dei fondi provenienti da altri enti (UE, Stato, Regione) per la realizzazione di investimenti infrastrutturali.

Giovanni Ciancimino durante la conferenza stampa

Proposto, poi, l’utilizzo delle risorse comunitarie del Fondo di Sviluppo e Coesione pari a complessivi 350 milioni nel triennio 2019-2021 a favore delle ex Province e l’utilizzo libero dei proventi, attualmente vincolati dalla legge, derivanti dalla alienazione di immobili. Tenuto anche conto che presso la Conferenza Stato – Città ed Autonomie Locali è stato istituito un tavolo tecnico-politico per la revisione della disciplina in materia,  è stato lanciato l’invito a rinviare l’appuntamento con le urne di giugno. Il decano dei giornalisti parlamentari Giovanni Ciancimino ha, invece, proposto di interpellare la Commissione Paritetica Stato-Regione che ha il compito di dare attuazione alle norme dello statuto speciale.

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