Prima grande inchiesta mette in luce il valore dei dati personali

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(Redazione) La prima operazione su larga scala volta alla tutela dei dati personali trafugati ha portato a tredici arresti e messo in luce il valore commerciale e non solo dei dati personali, considerati il petrolio del 21esimo secolo.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dagli investigatori specializzati del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Le indagini sono state avviate nel mese di febbraio, a seguito di una denuncia depositata da parte di Telecom Italia nella quale si segnalavano vari accessi abusivi ai sistemi informatici gestiti da Tim, e hanno coinvolto dipendenti infedeli di compagnie telefoniche, call center compiacenti ed intermediari tra Roma a la Campania. 

Le data room  raccolgono dati riservati, messi in comune dagli operatori di settore, per la gestione della portabilità e della manutenzione della rete. Tali preziosi caveau di informazioni sono gestiti da Tim, manutentore della infrastruttura di rete e, soprattutto, del cosiddetto ultimo miglio, delicato punto della infrastruttura che atterra presso il singolo utente consumatore.

Le accuse sono di accesso abusivo a sistema informatico, detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso (si tratta di sistemi di pubblico interesse), violazione della legge sulla privacy (comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala) a carico di dipendenti infedeli di compagnie telefoniche, intermediari che gestivano il commercio illecito delle informazioni estratte dalle banche dati e titolari di call center che sfruttavano le informazioni per contattare i potenziali clienti e lucrare le previste commissioni per ogni portabilità. 

Gli accessi avvenivano tramite account o virtual desktop, chiavi spesso carpite in modo fraudolento direttamente gestite dalla stessa società denunciante in ragione della concessione delle attività di manutenzione della infrastruttura telefonica nazionale. 

Le estrazioni venivano sistematicamente eseguite con un volume medio di centinaia di migliaia di record al mese. Le informazioni divenivano oggetto di un illecito mercimonio e venivano – alla fine di un complesso giro – piazzate sul mercato dei call center. 

 

 

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