Porte sbarrate da tutti, crolla la fiducia nell’Italia

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(Sergio Scialabba) Per ragioni di sicurezza ha chiuso le porte all’Italia persino Israele – ultima in ordine di tempo – come Giordania, Arabia Saudita, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Kuwait e Seychelles, mentre gli Stati Uniti valutano possibili restrizioni ai voli da e per il nostro Paese.  La Svizzera – che ha rapporti strettissimi con il Nord Italia – finora non ha chiuso le frontiere, ma potrebbe cambiare idea.

Preoccupante la flessione nella domanda sulle rotte italiane che ha indotto la compagnia low cost ungherese Wizz Air – che copre soprattutto Europa Centrale e Orientale – a tagliare l’operatività dei collegamenti con l’Italia del 60 per cento. Sono i primi effetti del clima suscitato dall’emergenza e del conseguente crollo di fiducia nei confronti del nostro Paese che sta, già, provocando danni incalcolabili all’economia legata al turismo.

E restano le misure precauzionali in India, Cina, Taiwan, Eritrea, Tagikistan, Kazakistan, Kirghizistan e Saint Lucia, che pongono in quarantena di 14 giorni i viaggiatori provenienti dal nostro Paese.  Regno Unito, Irlanda e Lussemburgo impongono l’auto-isolamento per lo stesso periodo di tempo solo a chi arriva dall’epicentro della crisi e presenta sintomi anche leggeri della malattia. Bulgaria, Croazia, Grecia, Olanda, Spagna, Turchia e Russia dicono ai loro di non andare in Italia.

 

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