
Se confermate, le accuse a Carla Romana Raineri, indagata a Brescia, illustrano un caso, non il primo nè verosimilmente l’ultimo, di conflitto d’interessi da parte di un magistrato (magistrata nello specifico).
Com’è ormai noto, il presidente della Prima sezione della Corte d’Appello di Milano si rivolse alla agenzia privata oggi al centro di una inchiesta su spionaggi e dossieraggi, per ottenere informazioni personali, mettendo così a repentaglio l’integrità della funzione ricoperta.
Particolarmente, il suo ruolo di responsabile della protezione dati nella Corte d’Appello, giustapponendosi a quello dell’agenzia, enfatizza tale situazione.
Quanto al curriculum della signora, non risulta mai essere stata responsabile dell’anticorruzione al Comune di Roma, ma capo della segreteria tecnica del commissario Francesco Paolo Tronca (subentrato a Ignazio Marino medico a lungo attivo a Palermo come direttore dell’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) e poi capo di gabinetto del sindaco Virginia Raggi.
Anche tale continuità solleva dubbi intorno a quella delle cariche pubbliche in frangenti particolarmente delicati, come il passaggio da una gestione extra ordinem (quella del prefetto Tronca) a quella di un sindaco, subentrato a seguito di regolari elezioni. (Sergio Scialabba)
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