
Con la primavera appena iniziata e le prime giornate di sole che scaldano l’aria, la voglia di partire inizia a farsi sentire: quest’anno, poi, i grandi ponti primaverili risvegliano nei viaggiatori un desiderio ancor più forte di concedersi un bel viaggio, sfruttando a pieno i giorni di festa tra Pasqua, il 25 aprile e il primo maggio.
Questo è quanto emerge dalle rilevazioni di eDreams, tra le principali agenzie di viaggi online in Europa, che ha analizzato le prenotazioni dei viaggiatori italiani e dei turisti stranieri in visita nel Belpaese.
Per l’occasione, i connazionali sono già pronti con le valigie, con il 65 per cento che ha pianificato la propria fuga oltre 3 mesi prima della partenza.
E se quasi un italiano su 2 (47 per cento) opta per viaggi brevi di 3/4 giorni, ben il 41 per cento ha deciso di prolungare il soggiorno tra i 5 e i 13 giorni, combinando più ponti.
Tra le destinazioni predilette, oltre alle grandi città europee, spicca Catania, che entra nella top 10 delle mete più prenotate per Pasqua e primo maggio.
Guardando ai viaggiatori in arrivo, c’è voglia di Italia: sono soprattutto francesi, spagnoli e tedeschi le nazionalità che si accingono a visitare il Belpaese durante le vacanze primaverili, prediligendo le grandi città d’arte come Roma e Venezia.
Per le vacanze di Pasqua, sono le grandi metropoli europee a conquistare il cuore degli italiani, ma crescono anche le destinazioni con climi più miti, come Malaga, Il Cairo e Sharm el-Sheikh.
In controtendenza con gli altri ponti, qui prevalgono tempi di programmazione più rilassati: il 50 per cento ha, infatti, organizzato il proprio viaggio tra i 31 e i 60 giorni prima della partenza, il 32 per cento tra i 61 e i 90 giorni e solo il 17 per cento ha prenotato con oltre 3 mesi di anticipo.
Guardando alla durata del viaggio, la maggioranza dei connazionali (58 per cento) predilige un soggiorno di 3/4 giorni, seguita da un 29 per cento che si concede un’avventura di 5/6 giorni, mentre solo il 13 per cento opta per un soggiorno di 2 giorni.
A scegliere, invece, le città d’arte italiane sono soprattutto francesi (29 per cento), spagnoli (19 per cento) e tedeschi (18 per cento), con queste ultime 2 nazionalità che hanno registrato una crescita impressionante di prenotazioni, rispettivamente del 40 per cento e del 18 per cento in confronto allo scorso anno.
Guardando al ponte del 25 aprile, tra le destinazioni scelte dagli italiani Barcellona, Londra e Parigi conquistano il podio, ma tra le mete predilette ci sono anche Ibiza, adatta a chi cerca un mix tra mare cristallino e divertimento, Istanbul sul medio raggio e New York, per chi non soffre il fuso orario.
Il 43 per cento dei viaggiatori ha pianificato con un anticipo compreso tra i 31 e i 60 giorni, il 58 per cento si è mosso prima, più precisamente tra 61 e 90 giorni (33 per cento) o addirittura 91 giorni prima della partenza (25 per cento).
Guardando alla durata dei soggiorni, il 42 per cento degli italiani si concede una pausa di 3 giorni, mentre circa un terzo (31 per cento) opta per una breve fuga di 48 ore. Sono, infine, il 27 per cento gli italiani che scelgono di prolungare le ferie per trascorrere 4/5 giorni lontano da casa.
Chiude le festività il ponte del primo maggio, attesissimo dai viaggiatori italiani, che si sono organizzati con grande anticipo per cogliere l’ultima opportunità di godersi le temperature primaverili.
Tra le destinazioni più popolari anche quelle per chi sogna un assaggio di estate scegliendo città di mare come Catania e Sharm el-Sheikh.
Qualunque sia la meta, pur di assicurarsi un posto in aereo oltre il 64 per cento dei connazionali ha pianificato il proprio soggiorno almeno 61 giorni prima, con il 29 per cento che si è mosso oltre tre mesi prima della partenza, mentre il 36 per cento ha prenotato tra i 31 e i 60 giorni.
Oltre a giocare d’anticipo, gli italiani mostrano anche una gran voglia di soggiornare più a lungo: infatti, se il 53 per cento predilige il tipico weekend lungo di 3 giorni, quasi un terzo (30 per cento) ha scelto di allungare il soggiorno fino a 4/5 giorni. Un break di 2 giorni è stato scelto invece dal 17 per cento dei connazionali. (Redazione)
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