Poesia come catarsi

Lavinia Alberti

Introspezione e catarsi. Due parole imponenti che descrivono la produzione letteraria di Lavinia Alberti. Poetessa, classe 1991 nata a Torino da mamma palermitana e papà torinese, questa estate ha debuttato alla kermesse letteraria Calici di Poesie, ideata e promossa dal poeta palermitano Antonino Schiera. 

Lavinia, laureata Lettere moderne e in Teatro, cinema e spettacolo multimediale all’Università di Palermo e con un master alle spalle in comunicazione e giornalismo (web communication e social media per giornalisti e comunicatori), è amante dell’arte in tutte le sue sfaccettature. 
L’evento è stato suddiviso in sei date: il 6 luglio ha aperto Gino Pantaleone; 13 luglio ha continuato Francesco Ferrante; il 20 luglio è stata la volta di  Nicola Romano; il 2 agosto è toccato a Francesca Luzzio; il 24 agosto a Emanuele Drago, accompagnato dalla voce del soprano Gloria Grisanti e dalle note del pianista Antonio Fiorino e il 31 agosto Lavinia Alberti con la sua esibizione ha concluso la kermesse.
“Partecipare a questo evento – commenta Lavinia – mi è piaciuto particolarmente. Ho avuto l’opportunità e la responsabilità di rappresentare parte del mio mondo interiore per mezzo della poesia. Spero di partecipare in futuro ad iniziative simili”
“La poesia rappresenta per me un varco di purezza – continua Lavinia –  forse uno dei pochi rimasti in un mondo caotico che mette al centro l’apparire più che l’essere, l’estrosità più che la riservatezza e la ricchezza interiore. Volendo parlare per immagini – dato che la poesia procede per sintesi, e quindi per immagini – la poesia è per me come una sorgente d’acqua in un sentiero di montagna.”.
“E’ un cantuccio, un luogo simbolico – spiega Lavina – nel quale rifugiarmi in cui riesco a ritrovare la mia essenza; scrivendo versi, e facendo dunque una profonda introspezione su di me, ho compreso a fondo che tutto ciò che ci accade (una situazione, un incontro) non ci capita a caso, ma è lì per una precisa ragione: tutto ci serve per la nostra crescita interiore, per la composizione del puzzle della nostra vita, anche se spesso questo non lo comprendiamo subito, ma a distanza di tempo”.
“Un po’ come in una partitura in cui ogni nota ha una sua armonia, o in un’opera d’arte in cui ogni colore ha una sua simbologia, così accade per gli eventi della vita: ogni persona e situazione che viviamo – conclude Lavinia – rappresenta una nota (alta o bassa) o un colore: tutte a loro modo hanno una funzione: quella di creare armonia (nel bene e nel male) alla nostra esistenza”. (Gabriele Giovanni Vernengo)

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