Pnrr: trasporti in primo piano

Infrastrutture e trasporti sono uno dei punti principali della ricostruzione

Arrivano i primi soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: quasi 25 miliardi di euro, pari al 13 per cento del totale del fondo, che l’Europa assegna all’Italia per finanziare la ricostruzione post-covid.

La dotazione complessiva è di oltre 222 miliardi di euro afferenti al generale piano di ripresa europeo che ammonta a ben 750 miliardi di euro.

Si tratta di somme cui vanno aggiunte quelle private che vedranno un coinvolgimento decisivo delle banche. Diciamo che al piano si deve non tanto la parte finanziaria, quanto l’orientamento e il contesto normativo nel quale tutti – sia nel settore pubblico che in quello privato – dovranno muoversi.

Una voce importante dei finanziamenti riguarda le infrastrutture e i trasporti: una delle grandi lacune del Mezzogiorno che ne causano, da troppo tempo, lo scarso sviluppo e la bassa qualità dell’offerta turistica.

Linee guida sono digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Soprattutto la seconda a suo tempo fu valutata con particolare interesse: si pensi che l’Expo Milano 2015 fu proprio dedicato alla difesa della terra (l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco dello stesso anno solleva questa questione “Ci uniamo per farci carico di questa casa che ci è stata affidata“).

Ma punti altrettanto essenziali per la riuscita del piano sono un sistema giudiziario veloce e credibile (su questo il ministro competente Marta Cartabia ha imposto la sua linea) e una nuova normativa che garantisca libera concorrenza.

È vero, infatti, che oltre al potere eccessivo delle procure, a frenare l’Italia sia stato il conflitto d’interessi: declinazione nostrana di una delle grandi questioni delle democrazie e del capitalismo occidentali di inizio millennio vedi Ci vediamo nel 2022. (Sergio Scialabba)