Più donne e giovani in agricoltura

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Nell’ultimo anno le imprese agricole della Sicilia hanno – nel complesso – confermato la loro attenzione alla sostenibilità. E, insieme con la gestione degli impatti ambientali e sociali, molte investono sulla valorizzazione del capitale umano e la qualità dell’occupazione: tanto che il 26,3 per cento – oltre una su quattro – è impegnata a offrire rapporti di lavoro stabili e a favorire la presenza di donne e giovani al suo interno.

Lo evidenzia la seconda edizione del Rapporto AGRIcoltura100, progetto pluriennale promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia. 

La ricerca ha indagato l’impegno Esgd delle aziende agricole del Paese nei diversi ambiti della sostenibilità – E (Environment – ambientale), S (Social – sociale), G (Gestione – gestione dei rischi e delle relazioni), D (Development – qualità dello sviluppo) -, dedicando un focus specifico alla Sicilia.

Numeri alla mano, quasi un’azienda agricola su due (49,6 per cento) nella regione ha un livello generale di sostenibilità alto o medio alto: un dato che mette l’agricoltura siciliana leggermente sopra alla stessa media nazionale (49,1 per cento).

Il maggiore impegno delle aziende agricole siciliane si conferma nella sostenibilità ambientale, con ad esempio un 50,3 per cento che concentra importanti sforzi nel controllo e riduzione delle emissioni.

Notevole anche l’impegno nella sostenibilità sociale: qui a farla da padrona sono soprattutto le iniziative di sicurezza sul lavoro (72,3 per cento) e a sostegno dei diritti e della conciliazione tra vita lavorativa e familiare (37,7 per cento), dove in entrambi i casi le aziende locali spiccano sulla media italiana (rispettivamente al 66,8 per cento e al 37 per cento).

Nella gestione dei rischi, il 66 per cento si tutela con polizze assicurative specifiche e un ulteriore 61,1 per cento è impegnato nella valorizzazione dei rapporti con la comunità locale. 

Ma è nella qualità dello sviluppo che emergono alcuni tra i dati più interessanti. Il 26,3 per cento delle imprese regionali investe in un’importante qualità dell’occupazione. Una quota molto elevata (36 per cento) si è anche resa fortemente competitiva sul mercato, presidiando con efficacia i canali distributivi e integrando attività diverse da quelle primarie. 

Questi aspetti sono complessivamente correlati al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili hanno anche la migliore qualità dell’occupazione e alti livelli di innovazione e competitività. In altre parole, conferma la seconda edizione del Rapporto, scaricabile dal sito, investendo in sostenibilità le imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio business.

La seconda edizione di AGRIcoltura100 ha visto la partecipazione di 2.162 imprese agricole italiane in tutto il Paese, + 16,9 per cento rispetto alle 1.800 dello scorso anno.

Il modello di scoring ha elaborato i dati di 234 variabili attribuendo a ogni azienda un punteggio su scala da 0 a 100, l’Indice AGRIcoltura100, che misura il livello generale di sostenibilità dell’impresa.

Le aziende partecipanti ricevono, inoltre, servizio analitico di misurazione del proprio livello di sostenibilità che consente di individuare aree di miglioramento e monitorare nel tempo l’evoluzione della propria posizione. (Redazione)

vedi

I siciliani credono ancóra nell’agricoltura