Pezzi fautore di schema per far Tim a pezzi?

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La vendita della rete fissa al consorzio guidato da Kkr ha spostato i riflettori su un presunto piano che riguarda la partecipazione azionaria di Vivendi, primo socio di Telecom Italia con il 23,75 per cento, davanti a Cassa Depositi e Prestiti.

Promotore del disegno sarebbe Andrea Pezzi, imprenditore ravennate con un ruolo passato nel gruppo francese in Italia e Claudio Costamagna, banchiere ed ex presidente di Cdp.

Il progetto prevederebbe in prima istanza la creazione di una cordata di investitori e, fra i fondi sondati, vi sarebbero certo il private equity francese Tikehau ma anche altri, e uno è americano.

Lo schema prevedrebbe la costituzione di una società veicolo, partecipato da promotori e investitori, che sarebbe chiamata a rilevare una quota minore di Vivendi in Tim.

Il gruppo francese non sarebbe coinvolto subito nell’operazione ma la Spv si occuperebbe della gestione dell’investimento e dell’esercizio delle prerogative di governance associate allo status di primo azionista della compagnia.

Sarebbe facilitata la conversione dei titoli di risparmio in azioni ordinarie, una volta venuta meno la minoranza di blocco a suo tempo costituitasi. A questa potrebbe seguire il ritiro dell’azione legale avviata dai francesi, contrari all’operazione di vendita alla cordata a guida Kkr.

Intorno al deal Vivendi – Tim si scontrano 2 diverse visioni: la prima è dividere il gruppo in parti – telefonia mobile, servizi alle imprese e le attività in Brasile – nella convinzione di ottenere una maggiore valorizzazione.

La seconda è quella che sta perseguendo l’attuale management: rilancio del gruppo nella sua interezza, non più afflitto dalla massa dei debiti: 21 miliardi di euro e annessi interessi.

Vivendi, comunque, percepisce come periferica la propria partecipazione nella Tlc Italiana, anche non è affatto scontato che lo schema descritto soddisfi le sue aspettative.

C’è poi il nodo politico-regolatorio: rilevata una quota superiore al 3 per cento di una società quotata, interviene il golden power, che tutela le prerogative strategiche del governo nell’interesse del paese. (Redazione)

vedi

A French Hiss makes Tim’s Hear Ring

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