
Nel cuore di tutte le nostre città c’è un’oasi verde che rappresenta una fonte inimmaginabile di benefici per tutti coloro che vi abitano.
Husqvarna, leader mondiale nella produzione di attrezzature per la cura del verde sia privato che urbano, ha riconosciuto l’importanza delle aree verdi per il miglioramento della qualità della vita di tutti noi e, da tempo, dedica attenzione e impegno per la tutela dell’ambiente, delle persone e della natura.
Recentemente riconosciuta dal Financial Times come Climate Leader per il terzo anno consecutivo, Husqvarna ha lanciato nel 2019 l’Husqvarna Urban Green Space Index (HUGSI), una soluzione satellitare alimentata dall’intelligenza artificiale che supporta lo sviluppo ecologico delle città, analizzandone le aree urbane e il loro ampliamento nel corso del tempo.
Dal 2019 Hugsi ha condotto indagini annuali su un numero crescente di città in più di 60 paesi nel mondo, fornendo dati analitici e certificati – ricavati dai satelliti e analizzati dall’intelligenza artificiale – sulla quantità attuale di spazi verdi nelle aree urbane.
In Italia, qual è la situazione delle nostre città? Husqvarna ha rilasciato un report completo che fotografa la situazione italiana secondo l’indice HUGSI e disponibile dal 25 settembre sul sito.
Salgono a 12 (dalle iniziali 3) le città italiane analizzate e selezionate in base alla loro dimensione per popolazione.
Le città prese in esame – Genova, Bologna, Firenze, Palermo, Verona, Milano, Roma, Torino, Venezia, Bari, Napoli, Catania – rispetto alla media europea registrano una quota di spazi verdi che si attesta al 37 per cento, un numero moderato a livello internazionale.
La media europea, infatti, è del 47 per cento, ma le città italiane hanno, comunque, un punteggio superiore rispetto al resto delle città del Mediterraneo analizzate, che registrano un 35 per cento.
La proporzione o la percentuale di verde urbano è spesso uno dei primi indicatori adottati dalle città nel monitoraggio anno su anno.
Un altro indicatore importante che segna il livello di verde delle città è la percentuale di copertura della chioma, ovvero l’area complessiva della città coperta da alberi.
Nella regola del 3-30-300 adottata da molte città come modello a cui puntare, i quartieri dovrebbero avere, oltre ad almeno 3 alberi visibili da ogni abitazione, scuola e luogo di lavoro e una distanza di non più di 300 m dal parco pubblico, almeno il 30 per cento di copertura della chioma.
Gli alberi urbani sembrano essere una sfida per le città italiane, con una media del 22 per cento, un pò al di sotto delle raccomandazioni.
Confrontando le città italiane vediamo che hanno più alberi rispetto al resto delle città mediterranee (21 per cento) ma notevolmente meno della media europea (28 per cento).
In base a questi indicatori, sul podio delle città italiane più verdi troviamo Genova con una percentuale di verde urbano pari al 50 per cento e un 39 per cento di copertura di alberi, seguita poi da Palermo che registra un 40 per cento di verde urbano ma solo un 28 per cento di copertura di alberi e Firenze con un 44 per cento di verde urbano e un 21 per cento di alberi.
Siamo ancora distanti dal benchmark europeo che vede sul podio Stuttgart (Germania), Vilnius (Lituania) e Odense (Danimarca) con rispettivamente 56 per cento, 61 per cento e 55 per cento di verde urbano. La prima città italiana – Genova – si posiziona solo al 23esimo posto nella classifica delle città più verdi in Europa.
Le città sono in costante sviluppo per soddisfare le esigenze delle persone che vi abitano. Scuole, ospedali, strade e parcheggi devono essere costruiti per accogliere una vita moderna e una popolazione in crescita.
Nella maggior parte dei casi quindi lo sviluppo urbano equivale alla perdita di vegetazione e di spazi verdi. Allo stesso tempo, la città investe tempo e denaro nella piantumazione di alberi, nella manutenzione degli spazi verdi e nello sviluppo di nuove aree verdi. (Redazione)
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