Orlando dismette il campo rom e traccia una road map

l’ ormai ex campo rom

(Sergio Scialabba) Con una ordinanza contingibile e urgente il Comune di Palermo chiude la lunghissima stagione dei nomadi nel parco della Favorita. Il sindaco Leoluca Orlando traccia una road map per la bellissima area che lo ha ospitato per decenni. L’atto consegue al provvedimento di sequestro della magistratura avvenuto da poco. Sicurezza pubblica, igiene e incolumità delle persone sono materie sulle quali il primo cittadino ha responsabilità dirette, anche se la questione, come già in passato, si presta a valutazioni politiche. “Con questo provvedimento – ha affermato Orlando  – vogliamo dare accelerazione ad un percorso già avviato da tempo che ha portato, negli anni, a ridurre già in modo consistente la presenza di cittadini rom all’interno del campo, permettendo a questa comunità di palermitani di abbandonare una situazione precaria ed insicura e supportando un percorso di integrazione nel tessuto cittadino”.

Orlando

La definitiva dismissione del campo permetterà la fruizione di un’area limitrofa alla riserva naturale di Monte Pellegrino dopo quella del parco urbano di Case Rocca. Il Comune impegnerà il settore risorse immobiliari per l’ accoglienza temporanea, all’area della cittadinanza solidale è stato dato incarico di prendere in carico i nuclei familiari presenti e permettere la fuoriuscita graduale mentre Coime, Rap, Reset, Amg e Amap si occuperanno della distruzione delle baracche, della pulizia e sistemazione degli spazi del campo, della rimozione del materiale di risulta e dello smaltimento delle singole componenti dei rifiuti secondo la specifica normativa rispetto alla classificazione degli stessi, della lavorazione e messa in sicurezza dell’impianto elettrico e dei cavi elettrici volanti. Saranno installati impianti elettrici rimovibili ed eliminate le attuali condizioni di insalubrità causate dagli scarichi di acque nere riversati direttamente sul terreno. Sotto l’ occhio vigile della Polizia Municipale che impedirà una nuova occupazione del campo.

 

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