Operativi su acqua e rifiuti

il prefetto Antonella De Miro

 

di Sergio Scialabba

Dopo la dichiarazione di emergenza ecco le ordinanze. Sia sul fronte dei rifiuti che su quello dell’ acqua (che riguarda l’area metropolitana di Palermo ndr)  nessuno avrà più alibi: non li avrà la burocrazia, né li avranno gli enti locali né la politica.  Il commissario nominato dal governo – com’è noto – è il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, coadiuvato dal dirigente del dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti. Nel caso dei rifiuti, a coordinare la struttura individuata dal governo sarà il prefetto in quiescenza Vittorio Piscitelli, mentre, nel caso dell’ acqua, il prefetto di Palermo Antonella De Miro. Piscitelli e De Miro avranno compiti di monitoraggio, vigilanza e controllo dell’attività della struttura di supporto alla Regione.

ACQUA – Il presidente della Regione ha trenta giorni di tempo per definire  il piano degli interventi emergenziali e urgenti.  Com’è noto – negli ultimi decenni – l’ acqua scarseggia. Tra i fattori che contribuiscono alle crisi idriche ci sono le perdite negli acquedotti di oltre il 25 per cento con punte del 40 e forse anche più. La carenza idrica divide la città di Palermo tra zona nord e centro, e la città e la campagna,dove le imprese agricole subiscono perdite economiche notevoli spesso non sanabili in alcun modo. Non si tratta solo di completare gli impianti o ripararli, come nel caso dell’ acquedotto di Scillato, la cui messa a regime farebbe schizzare i numeri dell’ acqua, ma anche di provvedimenti individuali. L’ acqua è un patrimonio e, dunque, occorrono tre cose: una gestione razionale delle falde acquifere; l’ impiego di reti di adduzione e distribuzione duali  in modo da consentire l’utilizzo di acqua pregiata per fini potabili e di acqua depurata per alcuni usi compatibili e, soprattutto, la riduzione dei consumi, a cominciare dalle abitazioni private. Magari raggiungendo i cittadini con campagne di comunicazioni ad hoc.

RIFIUTI – L’ emergenza durerà un anno, e forse solo Nembo Kid potrebbe fare qualcosa in un tempo così breve. Per cominciare Musumeci avrà 30 giorni di tempo per predisporre un cronoprogramma. Con cadenza trimestrale il presidente della Regione trasmetterà al ministero dell’ Ambiente  e all’ Anac, l’ autorità indipendente contro la corruzione, degli aggiornamenti sull’ attività in corso e, allo scadere del termine, una relazione conclusiva. La preminenza attribuita all’ Anac è giustificata da una premessa: la straordinarietà della situazione che rende necessari interventi di somma urgenza. Quello che (senza bisogno di relazioni ndr) si sa già è, però,  che a pagare il conto delle inadempienze pregresse saranno i cittadini siciliani. L’ art 3 dell’ ordinanza 513 dell’ 8 marzo specifica, infatti,  che agli oneri connessi alla realizzazione delle iniziative  si provvede “per l’ attuazione degli interventi di trasferimento dei rifiuti fuori Regione, pari a complessivi 40 milioni, con oneri a carico della tariffa o della tassa di smaltimento dei rifiuti localmente applicata”. Una misura che sarebbe opportuno coniugare a un rinnovato impegno contro l’ evasione e l’ elusione fiscale, in modo che a pagare, e per giunta doppio, non siano sempre gli stessi.

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