La difficile condizione del disabile

ph Carlos Navas on Unsplash

(Redazione) Oggi è la giornata internazionale delle persone con disabilità, una condizione certamente difficile, ma la prima difficoltà riguarda la sua stessa definizione che, secondo l’”International classification of functioning, disability and health” (Icf), non è circoscritta semplicemente alla presenza di un deficit fisico o psichico.

La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (Crpd) definisce le persone con disabilità come quelle che “… presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri”.

Ciò appare concettualmente chiaro ma la sua traduzione in un insieme di condizioni rilevabili statisticamente è tutt’altro che semplice. Le difficoltà sono molteplici e non è stato ancora elaborato uno strumento statistico condiviso in grado di descrivere l’interazione negativa tra salute e contesto sociale dalla quale scaturisce la disabilità e ciò rende difficile individuare in modo rigoroso le persone con disabilità.

Un passo è stato fatto con la realizzazione di un e-book a cura dell’Istat illustrato nella sede dell’Inail alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso di un evento organizzato da Istat, Comitato Italiano Paralimpico, Inail, con il patrocinio della Camera dei Deputati.

L’Istat, uniformandosi alle direttive impartite dal sistema delle statistiche europee, utilizza nelle indagini di popolazione un unico quesito, conosciuto come “Global activity limitation indicator” (Gali), che rileva le persone che riferiscono di avere limitazioni, a causa di problemi di salute, nello svolgimento di attività abituali e ordinarie. Ed è a queste persone fa riferimento l’istituto nell’e-book, nella consapevolezza della non completa adeguatezza di questa modalità di rilevazione delle persone con disabilità.

 

 

vedi il commento di Sergio Scialabba

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