Occhi puntati sulla Germania, presidente di turno Ue

la bandiera dell’Unione Europea

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato la informativa periodica Attività Internazionale, una analisi sulle misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale per contrastare la pandemia.   

Attenzione puntata sulle politiche della Germania alla guida dell’Unione Europea per il prossimo semestre, assumendo quella che, date le straordinarie circostanze economiche e geopolitiche dei mesi a venire, può certamente definirsi la più importante presidenza degli ultimi vent’anni. Il primo nodo da sciogliere sarà il Recovery Fund sul quale si continua a mediare tra le diverse posizioni, in vista delle decisioni importanti da prendere a metà luglio alla prossima riunione del Consiglio Europeo.

Tra le iniziative della Commissione Europea di queste settimane l’estensione del quadro temporaneo a micro imprese, piccole imprese e startup, la richiesta di proroga del regime di split payment per l’Italia fino a giugno 2023 e l’approvazione dei regimi fiscali italiani da 7,6 miliardi di euro a sostegno di imprese e lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia.

Sul fronte dell’Eurogruppo, nella corsa alla successione del presidente uscente Mario Centeno, tre ministri, rispettivamente di Spagna, Irlanda e Lussemburgo, hanno presentato la propria candidatura, il nuovo presidente sarà designato nel corso della riunione dell’Eurogruppo in programma per il 9 luglio.

Il 19 giugno, il Parlamento europeo ha incrementato il sostegno finanziario del fondo di sviluppo rurale UE, per permettere ai Paesi UE di aiutare agricoltori e PMI agroalimentari a uscire dalla crisi. La misura d’emergenza permetterà agli Stati membri di utilizzare i fondi UE, rimanenti dai programmi di sviluppo rurale esistenti, per pagare una somma forfettaria una tantum, a titolo di compensazione, agli agricoltori e alle piccole imprese rurali particolarmente colpiti dalla crisi covid-19 per aiutarli a rimanere in attività.

Le misure principali prevedono: fino a 7.000 euro per i singoli agricoltori, fino a 50.000 euro per le PMI agroalimentari, importo forfettario pagabile entro il 30 giugno 2021, domande da approvare entro il 31 dicembre 2020, massimale per gli aiuti innalzato al 2 per cento per i programmi di sviluppo rurale. 

La bozza di regolamento, così come approvata dai deputati e, in via informale, dai rappresentanti degli Stati membri, sarà ora sottoposta al Consiglio UE per l’approvazione finale. 

Infine focus sulla sottoscrizione da parte del Ministero degli Affari esteri del  Patto per l’export, un documento programmatico per una strategia innovativa e condivisa di sostegno pubblico all’internazionalizzazione delle imprese (Redazione)

 

 

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