Nuova giunta, vecchi riti

Orlando

Entrerebbero a fare parte della giunta municipale assessori politici, espressione dei partiti alleati del sindaco Leoluca Orlando nelle elezioni amministrative del 2017, finora mai coinvolti nell’ amministrazione. Da un lato, Orlando cederebbe spazio e visibilità sempre richiesti da esponenti politici finora emarginati nell’ amministrazione municipale. Dall’ altro, dividerebbe le responsabilità di una qualità dei servizi giunta a un livello così basso da generare più di una preoccupazione: un peso troppo oneroso anche per un personaggio di esperienza come lui. Viene spontaneo tornare alla memoria al 2000, quando furono sostituiti tre assessori della società civile con i segretari dei partiti della coalizione di Centrosinistra che, all’ epoca, governava l’ Italia con Massimo D’Alema. Allora Orlando parlò di prosecuzione di un’ esperienza di rinascimento della città. Messaggio che assomiglia molto a quello, più volte espresso, di conversione della città da capitale della mafia a capitale della cultura. Ma resta l’ incertezza sulla capacità di una giunta politica di ripristinare un minimo di ordine e di efficienza nella macchina amministrativa. Che si somma alle valutazioni di opportunità che sono sempre legittime su una scelta politica. Intorno al rimpasto di 18 anni fa si evocarono personalismi e gestione feudale. Toni accesi che, oggi, saranno resi più deboli dalle tante emergenze che richiedono uno sforzo comune. Per evitare che un’ anno celebrativo della cultura si trasformi nell’ ennesima figuraccia. (Sergio Scialabba)

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