Nicola Alaimo protagonista di Adriana Lecouvreur

Nicola Alaimo nella immagine del suo profilo Facebook

Prodotto dal Teatro Comunale di Bologna insieme con Rai Cultura e registrato a porte chiuse a inizio febbraio, il nuovo allestimento in versione film-opera dell’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea – firmato da Rosetta Cucchi e diretto da Asher Fisch – sarà trasmesso in prima visione su Rai5 mercoledì 10 marzo alle 21.15, con la regia televisiva di Arnalda Canali.

Sul podio dell’Orchestra del Comunale di Bologna torna l’israeliano Asher Fisch, direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, dopo aver diretto il Fidelio nel 2019 e, ancor più recentemente, i concerti della riapertura del teatro

I quattro atti dell’opera diventano quattro spaccati di epoche diverse, con le muse che hanno ispirato il proprio tempo – spiega la regista pesarese Rosetta Cucchi, direttore artistico del Wexford Festival OperaUn omaggio al teatro e al cinema che, in questa produzione in collaborazione con la Rai, si trasforma in un film per la televisione. La vera Adriana Lecouvreur ci racconta il primo capitolo della storia, in un retropalco della prima metà del Settecento. – prosegue la regista – Nel secondo atto saltiamo all’Ottocento ed ecco che la storia si colora di toni più romantici: lei idealmente è una Sarah Bernhardt, tra le attrici che più hanno interpretato il ruolo di Adriana nella tragedia di Legouvé e Scribe.

Nel terzo atto approdiamo agli anni 20 del secolo scorso, dove il cinema entra prepotente nella società del tempo e i sentimenti sono filtrati da una macchina da presa. Tante sono le muse ispiratrici di quel periodo: da Yvonne Printemps, protagonista di uno dei primi film muti ispirati alla Lecouvreur, per arrivare a Greta Garbo o a Loie Fuller.

Nell’ultimo capitolo arriviamo agli anni 70 del Novecento in una Parigi dominata dalla Nouvelle Vague: una sorta di diario intimo di una generazione nuova ma inquieta dove la nostra protagonista, che potrebbe ispirarsi ad Anna Karina o a Catherine Deneuve, si confronta con se stessa e con l’immagine che il mondo ha di lei, come in un film di Jean-Luc Godard e in questo spazio vuoto trova finalmente la sua vera essenza“.

Lo spettacolo, originariamente previsto lo scorso maggio ma sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, aprirà in maniera inedita l’anno operistico 2021 del teatro felsineo.

Protagonista in un doppio debutto, nel ruolo del titolo e nella Sala Bibiena, è il soprano lettone Kristine Opolais, reduce dal successo televisivo di A riveder le stelle che ha sostituito la prima della Scala e tra le star più contese dai principali teatri della scena internazionale, come la Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra e la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera.

A Bologna Opolais potrà interpretare una parte che insegue da sempre. Insieme con lei sono impegnati Luciano Ganci nella parte di Maurizio, Veronica Simeoni in quelli della Principessa di Bouillon e il baritono palermitano Nicola Alaimo nei panni di Michonnet.

Completano la compagine vocale Romano Dal Zovo (Principe di Bouillon), Gianluca Sorrentino (L’abate di Chazeuil), Elena Borin (Mad.lla Jouvenot), Aloisa Aisemberg (Mad.lla Dangeville), Luca Gallo (Quinault) e Stefano Consolini (Poisson).

Sul podio dell’Orchestra del Comunale di Bologna torna l’israeliano Asher Fisch, direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, dopo aver diretto il Fidelio nel 2019 e, ancor più recentemente, i concerti della riapertura del teatro negli scorsi mesi e quelli a porte chiuse trasmessi in streaming su YouTube. Come di consueto, il Coro del Comunale è istruito da Alberto Malazzi. (Redazione)

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Nicola Alaimo applauditissimo nel tempio della lirica della sua città

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