Nella Cina del futuro

la facciata del Teatro Massimo foto di Vincenzo Sapienza

(Carmela Corso) «Siate curiosi, sarà un’opera “da pazzi”», con queste premesse il soprintendente Francesco Giambrone ha presentato alla stampa la cyber Turandot, in scena al Teatro Massimo dal 19 al 27 gennaio, che apre il 2019 con una sfida che parla alla modernità ed all’innovazione.

Un mix esplosivo che mette insieme un regista visionario, Fabio Cherstich e l’eterea eleganza dell’orchestra del Teatro Massimo, diretta dalla bacchetta del maestro Gabriele Ferro; una rilettura in chiave moderna dell’opera originale di Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni e tratta dalla fiaba di Gozzi, proiettata in una immaginaria Cina del futuro, arricchita dalla tecnologia del collettivo dei videoartisti russi AES+F, a cui è affidato l’ensemble visivo, che diventa al tempo stesso paesaggio e parte integrante della storia.

«L’obiettivo – ha detto il regista Fabio Cherstich – è quello di portare sul palcoscenico il racconto di una favola il cui tempo d’azione, concentro in un tempo senza tempo, è spostato nel futuro, nel cuore dell’impero cinese, retto dal cyber matriarcato di Turandot, che ribalta le tradizionali logiche di potere. Il passato della storia – ha continuato – diventa il nostro presente che porta sul palco, in un fil rouge con l’oggi, il tema della violenza sulle donne. La sfida sarà, attraverso lo spettacolo, mettere in discussione i temi della tradizione, della messa in scena e dell’estetica».

In scena, nei panni dell’algida Turandot, il soprano Tatiana Melnychenko, il tenore americano Brian Jagde sarà, invece, Calaf, a prestare il proprio volto a Liù, il soprano Valeria Sepe. Il nuovo allestimento del Teatro Massimo, che sarà presentato in prima assoluta a Palermo, è realizzato in coproduzione con Badisches Staatstheater Karlsruhe, Teatro Comunale di Bologna e Kiev National Academic Operetta Theatre.

L’opera in tre atti che vedrà in scena anche coro e coro di voci bianche del Teatro Massimo, conta nel cast Astrik Khanamiryan, Altoum Antonello Ceron, Antonio Di Matteo, Yuri Vorobiev, Carlo Ventre, Vincenzo Taormina, Federico Longhi, Francesco Marsiglia, Manuel Pierattelli e Luciano Roberti; video, scene e costumi di AES+F; luci di Marco Giusti.

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