Nel Belpaese è tornata la fame

ph Diana Polekhina on Unsplash

La fame è tornata, anche in Italia: sono 5,6 milioni le persone in condizione di povertà assoluta di cui 1,3 milioni sono bambini. 1 persona su 10 è povera e ben 1 su 4 è a rischio povertà. Le famiglie, soprattutto con figli minori e monoparentali, sono le più esposte a una crescente vulnerabilità sociale ed economica.

Per rispondere a questa emergenza silenziosa, dal oggi al 18 marzo è possibile sostenere il progetto promosso in Italia da Azione contro la Fame, Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia, grazie alla collaborazione con La7 e Sky, e le principali compagnie telefoniche.

Inviando un Sms da cellulari Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali al numero solidale 45590 si potrà  contribuire con una donazione di 2 euro.  Ma non solo: si potrà  supportare il progetto anche con una donazione di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Tim, Vodafone, Windtre, Fastweb e Tiscali e di 5 euro da Twt, Convergenze e PosteMobile.

L’iniziativa sarà  veicolata anche dai palinsesti La7 (1-11 marzo) e Sky (5-18 marzo), che promuoveranno la campagna tramite le proprie trasmissioni televisive e radiofoniche.

L’intervento di Azione contro la Fame consiste in un percorso di accompagnamento al lavoro e a corrette abitudini alimentari che, in un momento di emergenza economica e sociale, mira a condurre i beneficiari da una concreta difficoltà di accesso al cibo, alla piena autosufficienza economica e a una dieta sana e bilanciata per l’intero nucleo familiare. 

“La missione di Azione contro la Fame, organizzazione internazionale specialista nella lotta all’insicurezza alimentare, è agire oltre le emergenze, intervenendo sulle cause strutturali, costruendo progetti di autonomia nel medio e lungo termine.

E’ quello che da oltre 40 anni facciamo in 51 Paesi e, oggi, anche in Italia, dove la fame è tornata, con proiezioni che la vedono allargarsi a macchia d’olio” dichiara Simone Garroni, direttore di Azione contro la Fame in Italia.

“Questo progetto, e i dati lo confermano, è un esempio innovativo e virtuoso di contrasto alla povertà in cui l’aiuto nel breve periodo a chi fa fatica a mettere i pasti in tavola, viene legato a una prospettiva di empowerment. Un percorso finalizzato a recuperare l’autonomia, la dignità  e la speranza che ogni persona, specie se in un momento di difficoltà , dovrebbe sempre conservare” conclude. (Redazione)

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