Negli scatti di Capa in mostra il giornalismo

di Carmela Corso

 

un celebre scatto di Capa

In occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos, Palermo rende omaggio ad uno dei grandi protagonisti del fotogiornalismo moderno Robert Capa, al secolo Endre Ernő Friedmann. La rassegna dedicata al fotografo ungherese sarà allestita nelle sale del Real Albergo dei Poveri, dal 25 aprile al 9 settembre. Un’esposizione di oltre cento fotografie in bianco e nero con una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate dallo stesso Capa in Sicilia.

A cura di Denis Curti, la mostra segue in modo quasi lineare il precedente progetto espositivo curato da Richard Whelan. Articolata in dodici sezioni, Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954, la mostra è il racconto di un lavoro lungo un ventennio attraverso cui Capa riesce a cogliere nella miseria, nel caos, nella sofferenza, la violenza nuda e cruda e gli effetti di una guerra «sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa», come lui stesso usava definirla. Elimina ogni sorta di barriera tra fotografo e soggetto, in ogni espressione, in ogni singolo gesto, compie l’impresa di catturare l’essenza al di sotto la distruzione, l’umano travolto dal disumano. «Sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione –  scriveva il suo amico John Steinbeck – Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino».

Dagli orrori del conflitto ai ritratti rassicuranti di tanti artisti, di amici e di compagni di avventura: da Gary Cooper ad Ernest Hemingway, da Ingrid Bergman a Pablo Picasso, passando per Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951.

Una sezione speciale sarà, infine, dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia dove giunge nel luglio del 1943 al seguito di una nave utilizzata come copertura dal generale Patton per l’avanzata della Settima Armata. «Eravamo alla periferia di Palermo i tedeschi erano stati isolati e ciò che restava delle forze italiane non aveva intenzione di combattere. La jeep che mi ospitava, seguiva i primi carri della seconda divisione corazzata lungo il percorso verso il centro della città. La strada era fiancheggiata da decine di migliaia di siciliani in delirio che agitavano fazzoletti bianchi e bandiere americane fatte in casa con poche stelle e troppe strisce. Avevano tutti un cugino a “Brook-a-leen”. Ero stato all’unanimità riconosciuto come siciliano dalla folla in festa. Ogni rappresentante della popolazione maschile voleva stringermi la mano, le donne più anziane darmi un bacio e le più giovani riempivano la jeep di fiori e frutta. Nulla di tutto ciò mi fu di un qualche aiuto per scattare fotografie» Con queste parole Capa ricorda la popolazione festante per l’arrivo delle truppe americane e la conseguente fine dell’occupazione tedesca. È proprio nell’isola che il fotografo realizza il suo scatto più celebre datato 6 agosto 1943 in cui, al termine della battaglia di Troina, immortala un soldato americano accovacciato e un pastore (tale Francesco Coltiletti detto massaru Ciccu) ricurvo ad indicargli la strada per Sperlinga.

Attesissimo appuntamento del cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, la rassegna è promossa dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e all’identità siciliana ed organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos, e la Casa dei Tre Oci.

In mostra fino al prossimo 9 settembre Retrospective sarà  fruibile dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 18. Biglietti: €10 (intero) –   €9 (ridotto per i gruppi) – €4 (scuole minori di 18 anni)  Gratuito: docenti accompagnatori, disabili + accompagnatore, giornalisti accreditati, guide turistiche con patentino, minori di 6 anni, dipendenti dell’Assessorato regionale dei beni culturali . Sarà messa a disposizione di tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso, un’audioguida in italiano e in inglese, attraverso cui seguire il percorso espositivo.

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