Mirri: “Renderemo sempre pubblici i bilanci”

Lo stadio “Renzo Barbera” visto dall’ alto

(Carmela Corso) Si è tenuta stamani, sulle tribune dello Stadio Renzo Barbera, la conferenza stampa di presentazione del nuovo Palermo. A fare gli onori di casa, davanti a giornalisti e tifosi, il presidente Dario Mirri, il vicepresidente Tony Di Piazza e l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola che, dopo lo sgombero dell’impianto di Viale del Fante e la formalizzazione dell’iscrizione in Serie D, hanno illustrato il progetto della società Hera Hora e della struttura tecnica, partendo dall’ufficializzazione di Rosario Pergolizzi come nuovo allenatore.

 Saremo una società trasparente, aperta a tutti”. Con queste parole un emozionato Dario Mirri ha dato il via all’incontro, parlando a cuore aperto, da presidente e da tifoso, del futuro della squadra. “Il mio sogno – ha detto – è stato sempre quello di aprire lo stadio. Renderemo sempre pubblici i bilanci anche se non ne abbiamo il dovere, garantendo all’amministrazione comunale di vigilare sulla nostra trasparenza. Da oggi cambierà tutto. Adesso il Palermo è del Palermo”.

Si fa più serio nel momento in cui si inizia a parlare dell’anima del progetto: Il sindaco ha chiesto un piano triennale di 3 anni, se siamo fortunati potremmo riuscire in 3 anni ad andare in Serie A. In Serie D tutti ci aspetteranno per batterci. Se i tifosi crederanno in noi potremo fare grandi cose. Dobbiamo fare tutto da noi. Ma io dico che dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi e sono sicuro che raggiungeremo gli obiettivi prefissati. La mia famiglia – continua Mirri – sta facendo un grandissimo investimento, così come Tony di Piazza. Abbiamo messo 15 milioni di euro come capitale sociale e proveremo a fare grandi cose. Molti dicono costruiamo un altro stadio, vi dico subito che io questo stadio non lo abbandonerò mai. Il primo investimento è costruire un centro sportivo, una fabbrica di talenti per i nostri giovani a cui daremo le competenze per farli diventare campioni. Da questo punto di vista c’è tanto da fare”.

 Obiettivo principale della società quello di formare un organico di professionisti capaci, competenti, seri. Per questa ragione, in rispetto dei propri ruoli, Mirri e Di Piazza hanno affidato il compito a Rinaldo Sagramola che, presentando Renzo Castagnini a cura dell’area tecnica, ha detto: “Pergolizzi sarà il nuovo allenatore, mentre il settore giovanile viene affidato a Rosario Argento. Il direttore sportivo del settore giovanile verrà affidato a Leandro Rinaudo. Castagnini e Pergolizzi sono professionisti seri, hanno risposto con entusiasmo e sapranno dare il loro contributo. Sono persone fidate, potranno commettere degli errori ma in buona fede. Faranno crescere il Palermo giorno dopo giorno. Per quanto riguarda la squadra ci stiamo lavorando; va composta in modo semplice, ci sono dei parametri da rispettare come fare giocare dei ’99, 2000 e 2001. In campo ne andranno 4, in rosa dovremo averne 10. Gli altri 15 dovranno essere giocatori di sicuro rendimento, non possiamo permetterci scommesse. Qualche ex del passato? Siamo disponibili ma a condizione che la disponibilità sia autentica”.

 Una vera corsa contro il tempo per arrivare preparati, in poche settimane, all’inizio del campionato. La società ha chiesto e ottenuto di poter giocare la prima partita, in programma domenica 1 settembre, fuori casa in modo da poter avere il tempo necessario per risistemare il prato riportandolo in condizioni ottimali. “Il ritiro della squadra – interviene Sagramola – inizia il 12 agosto a Petralia fino al 23; il Tenente Onorato ancora non è disponibile perché sono ancora formalmente in piedi gli accordi con la vecchia società. Il Cus Palermo ha dato disponibilità”.

 Una piccola rivoluzione in casa Palermo, quella prospettata da Hera Hora, che parte da un coinvolgimento dei tifosi a 360 gradi: “Negli ultimi 3-4 anni la società è stata massacrata e adesso i tifosi veri siamo pochi. – ha sottolineato il presidente Mirri – Penso che in città i tifosi veri siano al massimo 5 mila”. Ed è a loro che guarda la società cercando di restituire quello che durante le precedenti gestioni è venuto meno: l’amore e l’attaccamento verso una squadra che nessun sentiva più sua. Agevolazioni, ed altre azioni mirate, dagli allenamenti a porte aperte, ai seggiolini nominali, al biglietto di un euro per gli under 18, pensate per riportare i palermitani allo stadio. “Il mio sogno è quello di moltiplicare il numero dei veri tifosi del Palermo. Vogliamo dare maggiore importanza al contatto tra i calciatori e i tifosi che devono stare a contatto con la loro casa. Vogliamo inviare settimanalmente i giocatori nelle scuole elementari e medie per aumentare il senso d’appartenenza già nei piccoli. Non sarò mai il padrone di questo Palermo, ma un custode temporaneo che ha coronato il sogno di una vita. Il Palermo è dei tifosi non mio”. Saranno loro, infatti, i tifosi, che potranno scegliere se e quanto investire sulla loro squadra “Palermo è una società aperta, se ci sono le possibilità di far entrare in società persone capaci e motivate ad investire saranno le benvenute. Il centro sportivo è un punto importante, vorremmo costruirlo in città, creare la nuova casa del Palermo con 3-4 campi da calcio”.

 Sulle battute finali della conferenza è Mirri a rivelare un piccolo sogno: riportare per la prima di campionato in casa le vecchie glorie del Palermo, i campioni “mandati via” ma che conservano un posto speciale nel cuore dei palermitani, affinché possano accompagnare i nuovi giocatori durante la sfilata di campo.  

 

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