Migliaia di giovani in piazza per salvare l’ambiente

una immagine dell’evento Global Strike fo Future

Il futuro della Terra non è più (solo) roba da adulti. Ad alzarsi in piedi e manifestare per salvare il pianeta sono anche e soprattutto i giovani che, in massa, sono scesi in piazza in occasione del “Venerdì per il futuro”, o “Sciopero scolastico per il clima”, la manifestazione ispirata e organizzata dalla giovanissima Greta Thunberg – attivista svedese candidata al Nobel per la Pace – per chiedere ai governi politiche e azioni serie, incisive ed efficaci per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

A Palermo, come in tantissime altre città in Europa e nel mondo, un corteo di migliaia di studenti, insegnanti e attivisti ha risposto all’appello nato e diffusosi online tra i social network e si è riversato per le vie del centro storico – tra piazza Verdi e il Cassaro fino alla sede dell’Assemblea Regionale – sposando la causa ambientalista e manifestando il proprio dissenso contro politiche e sistemi economici che contribuiscono all’inquinamento globale.

“Non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo volessimo veramente. Abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente”, aveva detto Greta nel suo  toccante discorso  ai politici presenti alla Conferenza Mondiale sul Clima dello scorso anno a Katowice in Polonia.

E così, trascinati dall’innocente tenacia di una ragazzina capace, con la sua sola volontà, di smuovere le masse, i manifestanti nella capitale dell’Isola hanno esibito striscioni e cartelli colorati per chiedere maggiore rispetto per la Terra e la natura, delle soluzioni capaci di ridurre le emissioni limitando l’esponenziale crescita delle temperature e, insieme, cambiare un sistema accusato di “rubare il futuro alle nuove generazioni per salvaguardare il lusso di pochi”. (Carmela Corso)

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