Masi (Cnf) scrive a Mattarella

Maria Masi

Occorre allontanare i magistrati dalla “attrazione fatale con il potere esecutivo e con quello legislativo”. E  “ricostruire un rapporto equilibrato tra istituzioni”  riconoscendo “alla avvocatura italiana” la propria “funzione riequilibratrice delle funzioni e dei poteri”.

Il Consiglio Nazionale Forense con il presidente f.f. avvocato Maria Masi si rivolge al primo magistrato d’Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con una lettera  in cui si chiede di salvaguardare “autonomia e indipendenza” della magistratura e riconoscere “costituzionalmente” la “funzione dell’avvocatura“.

“Il Consiglio nazionale forense – insiste Masi – fa propria la manifestata preoccupazione per la crisi politica e istituzionale, senza precedenti, nella quale si sta dibattendo la magistratura a seguito dei recenti fatti di cronaca. Da lungo tempo, troppo, l’autonomia e l’indipendenza di cui gode la magistratura appaiono vulnerabili ogni qual volta i magistrati risultino coinvolti in situazioni non degne del ruolo e della funzione da loro ricoperti». 

 Anomalie “rischiano di minare le fondamenta del principio della separazione dei poteri, con evidenti danni alla credibilità della giurisdizione, a scapito non solo della comunità civile, ma anche dei magistrati e delle magistrate che, silenziosamente, ogni giorno, con abnegazione, compiono il proprio dovere di servitori e servitrici dello Stato, e che sono la stragrande maggioranza”.

Fino alla richiesta che Mattarella valuti l’importanza e la necessità, proprio in una fase del genere, di una riforma che riconosca il rilievo costituzionale della professione forense: “È anche tempo che all’avvocatura italiana, che così tanti sforzi sta compiendo per resistere ai tentativi di avvilire o peggio svilire il ruolo insostituibile della difesa dei diritti, sia riconosciuta costituzionalmente la funzione riequilibratrice delle funzioni e dei poteri”.   

L’avvocatura è, dunque, pronta ad essere coinvolta per scrivere insieme le nuove regole della giurisdizione di fronte a questa crisi senza precedenti. (Redazione) 

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