Marta Romano ha intervistato Wayne Marshall

Wayne Marshall

Direttore, organista e pianista abituato a solcare i palcoscenici internazionali, ha girato il mondo alla guida di grandi formazioni come la Konzerthausorchester Berlin, la Wiener Symphoniker, l’Orchestre de Paris.  Nel 2004 ha ricevuto una laurea Honoris Causa dall’Università di Bournemouth e, nel 2010, è stato nominato Fellow of the Royal College of Music.

Stiamo parlando del britannico Wayne Marshall (classe 1961), direttore d’orchestra di My Fair Lady, celeberrimo musical di Alan Jay Lerner (musica) e Frederick Loewe (libretto), con la regia di Paul Curran, in programma da martedì 26 novembre (ore 20.30) al 3 dicembre al Teatro Massimo. L’allestimento, in coproduzione con il Teatro San Carlo di Napoli, vede le scene di Gary Mc Cann e i costumi di Giusi Giustino, con le coreografie di Kyle Lang e le luci di David Martin Jacques e un cast di attori e cantanti inglesi provenienti dai teatri del West End londinese.

il Teatro Massimo

Marta Romano lo ha intervistato per Palermo Capitale Online

Come nasce il suo rapporto con la musica? Potrebbe ripercorrere a grandi linee la sua duplice carriere di organista e direttore?

“La musica è sempre stata presente nella mia famiglia. I miei genitori erano religiosi e praticanti, andavamo in chiesa ogni domenica, dove mia madre suonava il pianoforte e mio padre cantava nel coro. A Londra ho iniziato a studiare pianoforte all’età di tre anni e organo all’età di otto, suonavo a casa e in chiesa, dove mi esibivo regolarmente. Ho cominciato a dirigere a trent’anni, senza averne una precisa intenzione. Nel 1987 a Glyndbourne il maestro Simon Rattle mi disse che entro dieci anni sarei diventato direttore d’orchestra e così è stato.” 

È interprete celebre delle opere di George Gershwin, Leonard Bernstein, Duke Ellington e di altri compositori americani del ventesimo secolo. È un repertorio che predilige più degli altri. Perché?

“A otto anni ascoltai per la prima volta il concerto per pianoforte di Gershwin e ne rimasi immediatamente attratto. Mi affascinò il suo stile musicale intriso di lirica e jazz, ma trascorsero anni prima di apprendere e di interpretare questa musica. A Glyndbourne ho avuto un colpo di fulmine per un altro capolavoro di Gershwin, Porgy and Bess, che suonavo per accompagnare le prove dei cantanti. Fino ad allora ero conosciuto come organista, ma il mondo dell’opera mi ha attirato verso la direzione d’orchestra, una grossa sfida.”

Si è cimentato sia nel repertorio classico sia in quello romantico ma, anche, in quello contemporaneo. Pensa che un direttore debba affrontare generi e autori diversi o specializzarsi in un determinato repertorio?

“Oltre a tanta musica americana, ho diretto  molte opere classiche, non tante quante ne avrei voluto dirigere. Con la WDR Funkhausorchester Cologne, di cui sono direttore principale, prediligo i capolavori della musica romantica. Come direttore ospite inoltre collaboro con altre orchestre ed è una grossa chance quella di scoprire opere nuove. Tuttavia penso che ogni direttore si specializzi in un repertorio. Tutti i maestri non possono dirigere tutto, la musica barocca, Mozart, la musica romantica, Puccini, Gershwin. Il linguaggio musicale è vastissimo e ogni direttore predilige uno stile musicale in cui si sente più a proprio agio.”

Quali sono i compositori dai quali si sente maggiormente influenzato? 

“Amo soprattutto i capolavori della musica romantica francese, che ho diretto ultimamente al Musikverein di Vienna.” 

Può parlarci delle prove che sta conducendo in questi giorni con l’Orchestra del Teatro Massimo per il debutto di My Fair Lady?

“È interessante affrontare questa straordinaria commedia musicale, che per la prima volta dirigerò integralmente.  È una partitura formidabile ed è una grande sfida. Il lavoro è complesso perché l’interpretazione della musica si sposa con l’opera teatrale, in cui ci sono molti dialoghi, recitazione, danza. È un modo diverso di interpretare la musica. Con l’orchestra ho lavorato molto sullo stile del musical, sui colori. Non è un’opera lirica in cui si dirige costantemente, bisogna guardare con un’attenzione maggiore ciò che avviene sulla scena, seguirne l’azione e sincronizzare il respiro dell’orchestra con quello dei cantanti.

Il lavoro delle prove è incentrato sugli aspetti di coordinazione. È inoltre fondamentale capire come il suono arrivi sul palcoscenico, misurandone l’intensità, tenendo conto della presenza di altoparlanti sulla scena.

Sono venuto diverse volte al Teatro Massimo dove nel 2018 ho diretto due concerti. È piacevole ritornarvi. La relazione con l’orchestra è ottima. Diversamente dalle compagini che eseguono esclusivamente concerti, questa è una formazione di un teatro d’opera, abituata, quindi, ad ascoltare ciò che avviene sulla scena.”

Quali sono gli aspetti interpretativi di questo musical che metterà in evidenza?

“Voglio esaltare un particolare stile musicale, un sound che evoca Cole Porter, George Gershwin, una musica propria di un’epoca che è importante restituire all’orchestra prima e al pubblico poi. La parte più complessa del lavoro riguarda i dialoghi, devo seguire due partiture quella musicale e quella delle voci. Da un certo punto di vista sono io che dirigo tutto lo spettacolo. Ho la responsabilità di coordinare tutti gli artisti, tenendo sempre presente la tempistica. Il regista lavora sul palcoscenico, io guido l’orchestra e al contempo devo fare in modo che tutto funzioni.”

Quali sono i suoi progetti futuri per il 2020 come direttore e organista?

“Tantissimi, fra questi mi fa piace citare il concerto, in qualità di direttore, con l’Orchestra Sinfonica di Chicago, dedicato alla “White House Cantata” di Bernstein e, come organista, quello alla Philharmonie di Parigi.”

Le piace la città…

“Vivo a Malta che, per alcuni aspetti, ricorda Palermo, è una città molto bella e un po’ folle e si mangia anche molto bene. La spiaggia di Mondello è fantastica. L’anno scorso quando sono venuto per dirigere il concerto di capodanno i miei figli hanno fatto il bagno in una magnifica giornata di sole.”

 

 

 

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