Mai più fame dall’emergenza all’autonomia: Mi e Na

Gaetano Manfredi al Teatro Sannazaro nel 2021

In Italia quasi una persona su 10 è così povera da non potersi permettere pasti regolari ed equilibrati (nel 2023 in Italia 5,7 milioni di persone erano in stato di povertà assoluta Istat 2024).

Si tratta di un dato che va ben oltre il semplice aspetto economico, toccando aspetti di tipo sociale, culturale e psicologico, spesso trascurati dai tradizionali programmi di intervento.

“Per affrontare efficacemente ed in modo sostenibile un problema multidimensionale come quello della povertà alimentare, non basta intervenire nell’emergenza fornendo aiuti, ma è necessario mettere al centro gli individui e lavorare sulle risorse personali, per attivare un cambiamento che valorizzi il potenziale umano e professionale, e che resista nel tempo”.

Così Simone Garroni, direttore di Azione contro la Fame, racconta il progetto Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia, lanciato nel 2022 a Milano e a giugno 2023 a Napoli.

L’intento è offrire una via d’uscita dignitosa e durevole a chi si trova in condizioni di povertà: un percorso di formazione e accompagnamento verso il lavoro, integrato da incontri di gruppo e consulenze individuali su nutrizione e salute, con un temporaneo contributo alla spesa.

“Per me è stata una crescita in tutti i sensi, mi hanno fatta rinascere”;

“Mi sono resa conto che ci sono tante donne che come me hanno avuto un percorso difficile e che piano piano si sono rialzate. Allora ho detto, perché non ci devo credere anch’io?”;

“Alla mia età pensavo di non poter fare più nulla… avevo un contratto determinato, adesso ce l’ho indeterminato (…) e ho molta più autostima”;

“So che la vita è bella, e da affrontare, però penso che posso fare tanto ancora (…) Se non va, abbiamo tentato però io, perlomeno, sto volando, non ho più le ali spezzate“.

Sono solo alcune delle testimonianze delle oltre 300 persone coinvolte in 2 anni di progetto, raccolte nel video di Azione contro la fame, storie che incarnano il percorso di cambiamento e di rinascita, dal sentirsi invisibili ed incapaci di immaginare un futuro, all’opportunità di una nuova vita.

A parlare non ci sono solo le storie personali, ma anche i numeri: il tasso medio di riattivazione nei 2 anni è stato del 59 per cento. Questo significa che circa 6 partecipanti su 10 hanno trovato lavoro o sono tornati a studiare.

Nel dettaglio, il 37 per cento ha trovato un impiego regolare, l’11 per cento ha deciso di intraprendere un percorso formativo finalizzato a migliorare l’occupabilità e l’11 per cento – al di fuori del percorso offerto da Azione contro la Fame – ha optato per occasioni di lavoro non regolarizzate da un contratto.

Questo ultimo dato merita attenzione (In questo contesto, Azione contro la Fame ha introdotto delle attività mirate ad affrontare le problematiche dell’economia sommersa e ad incoraggiare i partecipanti verso scelte di inserimento lavorativo regolare.

Ad esempio, attraverso momenti di approfondimento sul diritto del lavoro, finalizzati ad aumentare la consapevolezza dei partecipanti dei propri diritti e doveri sul mercato del lavoro e delle forme di tutela disponibili, oppure facilitando l’incontro con aziende che offrano opportunità di inserimenti regolari)

perché riflette le tendenze che caratterizzano il mercato del lavoro a livello nazionale, che presenta tassi di lavoro irregolare ancora più alti, stimati intorno al 12.8 per cento (Ufficio studi Cgia di Mestre, 2024).

Oltre a lavorare sulla riattivazione personale e sull’occupabilità, il progetto ha contribuito a migliorare le abitudini di consumo, attraverso un percorso di educazione alimentare e delle consulenze individuali.

“Nell’affrontare il problema della povertà alimentare, il mix dei fattori che entrano in gioco, come età, genere, istruzione, aspetti sociali e geografici, può dare luogo anche a significative differenze nei risultati.

Per questo motivo il nostro intervento viene costantemente adattato al contesto, mettendo sempre al centro le persone e collaborando strettamente con le reti e le istituzioni del territorio”, racconta Ilaria Adinolfi, responsabile del progetto, che vede il supporto del Comune di Napoli e di quello di Milano.

‘’Il progetto ‘Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia’, inaugurato a Napoli a fine 2023, è un ottimo esempio di collaborazione tra il settore pubblico e il settore privato. Il tema della povertà alimentare è di grande attualità e il contrasto ad un problema così complesso passa necessariamente attraverso un approccio integrato.

Il sostegno alla spesa è un primo passo in questa direzione, ma le opportunità di formazione, anche attraverso l’educazione alimentare, e di inserimento lavorativo permettono di ragionare sul lungo termine.

Questo è molto importante per costruire, insieme alle persone coinvolte, un percorso verso l’autonomia. Sono molto soddisfatto di quanto fatto su Napoli’’, così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

“L’alleanza e la collaborazione tra città sono una buona abitudine, e a partire da obiettivi comuni si irrobustiscono con lo scambio di buone pratiche e di esperienze concrete: è così che riusciamo a far crescere progetti come quelli di contrasto alla povertà alimentare e a diffonderli in tante realtà diverse. – sottolinea il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo

Un plauso alla città di Napoli per gli importanti risultati raggiunti in sinergia con Azione contro la fame, sono felice che l’esperienza milanese in materia di Food Policy sia stato un riferimento utile e certamente proseguiremo nel lavoro fianco a fianco anche nella rete delle città aderenti al Milan Urban Food Policy Pact che proprio su questi temi pone grande attenzione a livello nazionale e internazionale”.

Le storie raccontate nel video, e quelle raccolte da Azione contro la Fame in questi anni, dimostrano la straordinaria forza delle persone e la possibilità di cambiare le loro vite.

Affinché questa trasformazione avvenga in modo capillare e su larga scala è necessario che le istituzioni di tutte le città italiane sviluppino programmi di intervento integrati e multidimensionali contro la povertà alimentare capaci sia di dare sostegno immediato sia di trovare un’autonomia a lungo termine. (Redazione)

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