Magia d’ Egitto al Teatro Massimo

“Ore liete per il popolo di Thamos” hanno risuonato lo scorso 30 maggio sul palco del Teatro Massimo. Diretti dal Maestro Gabriele Ferro l’Orchestra e il Coro del Massimo si sono esibiti nell’ opera di Tobias Philipp von Gebler, resa celebre dalle musiche scritte da Wolfgang Amadeus Mozart, inserita all’interno della stagione concertistica 2018. In un tripudio di arpe, archi e fiati, in un perfetto equilibrio di tensione e atmosfere oniriche, tra gli applausi finali del pubblico, Daniela Cappiello, Anna Pennisi, Manuel Amati ed Emanuele Cordaro hanno reso omaggio all’estro artistico del genio austriaco accompagnando il pubblico in sala. Le delicate corde dell’arpa di Francesca Luppino hanno dato avvio all’esecuzione de L’arrivo dell’unicorno op. 59, poemetto per arpa e 24 strumenti composto dall’acese Francesco Pennisi nel 1984, frutto della fusione tra le proprie radici siciliane e le sonorità tipiche della poesia greca, che ha preceduto, in un crescendo di inquietudine e turbamento, la Mauerische Trauermusik (Musica funebre massonica) K 477, la composizione nata a seguito dell’esperienza vissuta all’interno della massoneria viennese. Uno squarcio di luce, improvvisamente, spezza l’apparente discesa verso le tenebre.

Gabriele Ferro sul podio ©Franco-Lannino

I cori e gli intermezzi del dramma eroico Thamos, König in Ägypten (Thamos, re d’Egitto), raccontano le peripezie di Thamos innamorato della bella Tharsis, per salire sul trono d’Egitto, attraverso le voci del soprano Daniela Cappiello, del mezzosoprano Anna Pennisi, del tenore Manuel Amati del basso Emanuele Cordaro. Composto nel 1773, su richiesta del drammaturgo Tobias Philipp von Gebler, ilThamos è l’unico esempio di musica di scena composta da Mozart, un capolavoro di maestria e ingegno di caratura superiore. Probabilmente a causa della retorica del testo e della trama, l’opera non ebbe il successo sperato, tanto che da dover rivedere e completare il lavoro, ultimato nel 1779. Numerosi i punti di contatto con il Flauto Magico: tanto per i grandiosi cori di sacerdoti del Tempio del Sole quanto per l’aria del Gran Sacerdote del tempio, personaggio molto vicino a quello di Sarastro anche per la scelta della voce del basso. (Carmela Corso)

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