Ma Silvio voleva Alfio Marchini

Pino Veneziano, opera di Giuseppe Veneziano esposta al Macs di Catania

Proprio quando Giorgia Meloni si prepara a guidare il primo governo nazionale nel segno della destra quale mai si era visto nell’Italia repubblicana, torna alla memoria che la leader di Fratelli d’Italia si candidò a sindaco di Roma nel 2016 nelle competizioni poi vinte da Virginia Raggi.

La pandemia e il resto e, ora, la guerra, hanno sepolto sotto una coltre di fatti mai visti il tempo passato ma vale la pena di ricordare, proprio ora che se ne evoca il nome come ministro della Salute, che Guido Bertolaso, il funzionario pubblico famoso come capo della Protezione Civile, fu candidato e, poi, ritirò la sua candidatura in favore di Alfio Marchini.

Politico questi ma, soprattutto, imprenditore appartenente a una storica famiglia di costruttori legati al Pci romano e, va detto, con una certa somiglianza (capelli, profilo) con Ronn Moss, attore interprete di Ridge nella soap opera Beautiful (le tante cose accadute hanno messo nei ricordi anche quella).

Come dimenticare che, in quella occasione, Marchini ottenne l’appoggio di Silvio Berlusconi (il quale, non va sottovalutato, comincia la sua straordinaria carriera proprio nel settore dell’edilizia) in una composita alleanza uscita, poi, sconfitta.

Si divisero la strada del capo di Forza Italia da quella dell’attuale primo ministro in pectore. Meloni con tutta probabilità non ha dimenticato anche perchè, tra i sostenitori di Marchini, c’era pure Francesco Storace, esponente importante della destra italiana.

E come dimenticare, ancora, che, nella ipotetica giunta Marchini, uno dei posti era stato riservato al generale Ugo Marchetti, vicecomandante della Guardia di Finanza e, poi, consigliere della Corte dei Conti.

Ma soprattutto, come dimenticare che, nel 2012, questi fu scelto a Palermo da Leoluca Orlando vicesindaco e assessore al Bilancio, dimettendosi, subito dopo, in polemica con il sindaco per le modalità con le quali venivano effettuate le nomine? (Sergio Scialabba)

vedi

Fu vera satira?