Ma le Catacombe sono cristiane

La Catacombe a Porta d’Ossuna: luogo turistico o elitario?

Non è nota come meriterebbe l’importanza che la capitale della Sicilia ebbe nei primi secoli del cristianesimo. Anche per questa ragione, le Catacombe a Porta D’Ossuna solo recentemente hanno avuto il tributo dovuto, l’ingresso ai turisti, grazie all’impegno preso dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e al lavoro degli archeologi professionisti di Archeofficina guidati da Daniela Raia.

Molte guide sulla città, però, continuano ad ignorarla, sebbene questo atteggiamento rafforzi l’idea che la Sicilia e Palermo, di cui rappresenta la innegabile sintesi stilistica e culturale, alimentano la propria particolarità, il tratto sui generis, per chi ama non tanto la storia ma le sue bizzarrie, le verità indicibili, l’indecifrabile, il grottesco e il sublime.

Dagli scavi promossi dal principe di Torremuzza nel 1785, come riporta una pubblicazione curata dall’archeologa Rosa Maria Carra, emerge che la catacomba era già stata violata in antico. Il principe non vi riconobbe alcun segno di cristianità, nonostante le analogie con le catacombe di Roma, Napoli e Siracusa.

In base alle iscrizioni che aveva avuto modo di rilevare su una delle nicchie, ritenne di considerarla monumento fenicio. Riannodando due delle molte radici della civiltà occidentale, di cui la antica Panormo è testimone superba e scomoda, e meta elitaria. (Redazione)

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Un luogo misterioso