Lo Smart Working riduce lo stress

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Secondo un’indagine di Axess Public Relations lo smartphone aiuta gli italiani a superare stress e traumi da rientro. Il Ferragosto è felicemente connesso e senza dubbio smart: la parola d’ordine di questa estate italiana. Finalmente è stato sdoganato lo Smart Working: esso consente di non rinunciare ai primi weekend lunghi di vacanze in famiglia portandosi il lavoro appresso (addosso?) piuttosto che rinunciare alle ferie o doverle ridurre ad una sola settimana. A rivelare questo cambiamento è il campione di 500 connazionali selezionati da una delle prime agenzie di pubbliche relazioni italiane specializzata in ambito Healthcare, assicurazioni, non profit.

La cultura del lavoro – commenta Dario Francolino, Presidente di Axess Pulic Relations – per alcune professioni si è completamente trasformata, come osserviamo ormai quotidianamente grazie o per colpa dello Smart Working. Guardiamo il lato positivo, così si evitano anche stress e traumi da rientro”. 

Lo smartworking è un vero toccasana per alcune professioni più creative, che non necessitano di lavorare per forza dall’ufficio – dice di rimando Dario Francolino, presidente e General Manager di Axess PR – È così che si riescono a conciliare le diverse esigenze dei dipendenti tra cui per esempio la possibilità di avere più supporto nella cura dei figli o dei genitori da parte di parenti e amici”.

Se la modalità vacanza al 50 per cento per venire incontro alle esigenze del ménage familiare fa bene al dipendente e all’azienda, dall’Istituto Superiore di Sanità (rapporto Istisan Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche) arrivano notizie confortanti circa l’utilizzo prolungato del cellulare, che non risulta essere responsabile dell’incremento del rischio di neoplasie maligne (glioma) o benigne (meningiomi, neuromi acustici, tumori dell’ipofisi o delle ghiandole salivari) anche se usato per oltre dieci anni.

In Axess PR il lavoro agile è stato introdotto lo scorso anno attraverso un percorso naturale proposto a Elena Pescucci, Head of Media Relations.

Un tempo solo i liberi professionisti si avvalevano dello Smart Working, mentre, da quando le dinamiche del work life balance sono entrate a far parte della filosofia aziendale, in molti hanno iniziato ad adottare contratti di lavoro agile e sembra funzionare sia per i lavoratori che per i dirigenti.

 Adottare sistemi per lavorare da remoto rispetta la gestione del tempo dei dipendenti che non devono lavorare h24. Sembra essere questo il segreto del successo di questo formula.

La fiducia e la responsabilizzazione dei dipendenti sono il presupposto fondamentale per l’adozione di questi modelli contrattuali – afferma Francolino – ognuno ha degli obiettivi, per me non ha importanza dove e come lo fanno, guardo al risultato”.

E Pescucci racconta che:”Da quasi un anno lavoro con un contratto di Smart Working e devo dire che la qualità della mia vita è migliorata tantissimo. Sono una persona molto responsabile e scrupolosa, che rispetta le scadenze e sa come raggiungere il risultato prefissato. È vero anche che bisogna creare un rapporto di fiducia tra il dipendente e il datore di lavoro, senza quello non si riesce a lavorare con serenità e in modo profittevole”. (Redazione)

 

 

 

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