L’intelligence ha rilevato “intossicazione del dibattito pubblico”

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L’emergenza pandemica è intervenuta anche nel capo dell’Intelligence rendendo il panorama della minaccia più ampio fluido e complesso: ad evidenziarlo è la relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza curata dal sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica della Presidenza del Consiglio, data alle stampe nel mese di febbraio di quest’anno, relativa al 2020 e, dunque, profondamente condizionata dal covid-19.

Nella prospettiva della sicurezza nazionale la pandemia ha agito su più piani “dilatando gli spazi per manovre ostili ed inserimenti strumentali di vario segno e matrice”: dice il documento.

“Una mirata e coordinata azione informativa ha interessato pure la minaccia ibrida – per definizione veicolata su diversi domini (quello diplomatico, militare, economico/finanziario, intelligence, etc.) – che, in concomitanza con il dispiegarsi della crisi sanitaria, è stata caratterizzata da costanti tentativi di intossicazione del dibattito pubblico attraverso campagne di disinformazione e/o di infuenza”.

In altre parole la pandemia ha fatto aumentare le fake news, problema ben presente da anni, causando una emergenza – e grave – anche nel settore dell’informazione. Tanto basta per suggerire un deciso intervento delle istituzioni preposte su questo punto, ricorrendo ai professionisti dell’informazione invece che ai dilettanti o peggio. (Sergio Scialabba)

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