Economia circolare: aumenta il divario anche tra Nord e Centro

ph Milena Trifonova on Unsplash

Anche Palermo ha partecipato alla seconda edizione della gara tra le città più circolari d’Italia che ha premiato Milano. Seconda è risultata Trento. Terza Bologna. La capitale della Sicilia si è piazzata nelle ultime posizioni.

Si tratta della classifica dei centri urbani più e meno virtuosi sul piano dell’economia basata sul riutilizzo delle risorse e sulla riduzione degli sprechi, all’insegna dell’eco-sostenibilità, stilata dai ricercatori del Centro studi in Economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico dell’Università di Milano-Bicocca, e presentata durante il webinar Misurare l’economia circolare urbana, un evento patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

I ricercatori hanno individuato cinque cluster rappresentativi – input sostenibili, condivisione sociale, uso di beni come servizi, end of life, estensione della vita dei prodotti – comprendenti a loro volta 28 indicatori di circolarità, tra cui i dati sulla raccolta differenziata e sull’utilizzo dei trasporti pubblici o dei servizi di sharing mobility, il livello di concentrazione di PM10, la diffusione di eco-brevetti e di imprese ascrivibili alla categoria dei green jobs.

Per ogni indicatore è stata stilata una graduatoria parziale delle città, con punteggi da 0 a 10. Infine, la media ponderata dei punteggi parziali ha determinato un indice di circolarità urbana, in base al quale è stata stilata la classifica finale.

Al primo posto è risultata – come nella prima edizione – Milano, città più circolare d’Italia con un punteggio di 7,7 su 10, seconda Trento (7,5), terza Bologna (7,2).

Milano si conferma al primo posto anche grazie a sistemi di trasporto pubblico ramificati e apprezzati, servizi avanzati di car sharing, rete idrica efficiente, elevato livello di raccolta differenziata e alto fatturato delle attività di vendita dell’usato“, spiegano Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia, rispettivamente direttore scientifico e ricercatore del Cesisp.

Se le prime 10 città classificate si collocano geograficamente al Nord o Centro-Nord, le ultime posizioni sono esclusivamente coperte da centri urbani del Sud Italia, con Catania (3,8) e Palermo (3,9) fanalini di coda.

Le uniche città del Nord Italia ad avere un punteggio al di sotto della sufficienza sono Genova (5,8 punti), Verona (5,7 punti) e Aosta (5,2 punti).

A stupire i ricercatori non è stato tanto “il divario ormai noto tra Nord e Sud, ma la differenza riscontrata tra Nord e Centro Italia. Le prime città del Centro sono Roma e Perugia che si classificano solamente al 12esimo e 13esimo posto, con un risultato al di sotto della sufficienza, rispettivamente 5,5 e 5,3. I risultati della graduatoria per indice globale di circolarità non sono incoraggianti: solo otto comuni sui venti in esame riescono a raggiungere un valore di piena sufficienza. Con differenze territoriali che rappresentano un vero e proprio ostacolo per la crescita dell’economia circolare in Italia“.

Se Milano si conferma in cima al podio, Firenze e Torino ne scendono, ora rispettivamente al quinto e settimo posto (erano seconda e terza), sia a causa dell’avanzamento di Bologna – era quarta – sia per l’ingresso in classifica di Trento, Bergamo, quarta, e Brescia, sesta.

Durante il webinar è stata assegnata una targa alle tre città più virtuose, rappresentate dalla vicesindaco milanese, Anna Scavuzzo e dai sindaci di Trento, Alessandro Andreatta, e Bologna, Virginio Merola

Per la prima volta, infine, la ricerca si sposta sul piano internazionale: il Cesisp ha messo a confronto la città leader della circolarità in Italia, Milano, con altre grandi metropoli europee: Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi e Praga, utilizzando gli stessi criteri di analisi usati per il contesto italiano.

La città più circolare d’Europa è risultata Copenaghen con un punteggio medio di 3,26 su 5. Al secondo posto Parigi (3,21), al terzo Berlino (3,18). Milano è quarta con un punteggio medio di 3,13, lasciandosi alle spalle, tra le altre, Londra e Madrid (sesta e settima).

L’intento della classifica delle città circolari – concludono Beccarello e Di Foggia – è di proporre l’indice di circolarità urbana sviluppato come strumento di utile valutazione per le politiche ambientali dei centri urbani e per l’impatto delle nuove normative e regolamenti.

La Commissione Europea, presentando l’ambizioso progetto Green New Deal lo scorso gennaio, ha collocato l’economia circolare al centro delle nuove politiche europee necessarie per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ha sottoscritto a Parigi nel 2015.

La sostenibilità è un tema al centro anche del Recovery Fund.

Ecco perché è importante partire da una mappatura delle politiche di prossimità del cittadino e da una misurazione dell’efficacia delle aree urbane che sono oggi il motore dello sviluppo economico e sociale“. (Redazione)

 

 

 

 

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