“Learning-by-doing” è il motto di Ics International School

Ics School Milano, via Ortles, Foto di Ugo De Berti

Dopo una sospensione durata oltre sei mesi e che ancora oggi solleva riflessioni e polemiche riaprono le scuole. La Ics International School Milan, la scuola del futuro, ha già riaperto le sue sedi milanesi dal 7 settembre, rispondendo con preparazione e consapevolezza a questo momento di complessità, mettendo a punto le misure di sicurezza e i protocolli per garantire il pieno rispetto delle normative legate al covid-19 ed un programma d’emergenza sanitaria qualora fosse necessario. 

Nel periodo di lockdown la scuola ha già sperimentato e perfezionato la metodologia delle lezioni in Smart Learning rispettando il più possibile i programmi didattici. Un programma che potrà garantire, in caso di contagi, la continuità delle lezioni da casa.

La sfida che oggi viene richiesta è quella di rispondere sempre più velocemente alle esigenze di un protocollo sanitario in continuo cambiamento, senza sacrificare il metodo di insegnamento ma soprattutto la qualità dell’insegnamento – dichiara Stefano Paschina, Managing Director di ICS International School Milan –  Il futuro dipende dalle scelte di oggi, dalle nostre capacità di agire in modo propositivo e proattivo al cambiamento, facendo quindi del sistema scolastico il primo strumento di crescita e di educazione alsenso civico. Anche nei mesi successivi al lockdown la nostra scuola non si è mai fermata, lanciando delle iniziative – la challenge Le città del futuro – che hanno tenuto viva la curiosità e la riflessione sul futuro dei giovani”.

Una visione internazionale, un rigoroso programma accademico e insegnanti qualificati provenienti da Paesi di tutto il mondo, sono le fondamenta di un modello che la scuola propone per formare studenti flessibili, in grado di ricercare soluzione semplici a problemi complessi e di costruire il proprio futuro.

I docenti: Antonia Giovanazzi, Head of School e professionista di successo all’interno del settore dell’istruzione internazionale, Sarah Revell, responsabile della scuola primaria, e Nicola Owen, responsabile Early Years di ICS International School, sono solo alcuni nomi delle eccellenze didattiche che collaborano con la scuola.


Il nostro motto è ‘Learning-by-doing’, imparare facendo, dall’esperienza. Ogni gioco, situazione, emozione è un’occasione per imparare”: queste le linee guida che indirizzano l’insegnamento, un modo di guardare le cose oltre gli schemi abituali.

E con la riapertura dell’anno scolastico è iniziato anche il countdown per Symbiosis, il grande traguardo della Ics International School Milan per il 2020. 

Il nuovo campus, che inaugurerà i suoi 10mila metri quadri a dicembre 2020, fa parte dello Sviluppo di Covivio (leader europeo del Real Estate) nell’area dello scalo di Porta Romana: commissionato, diretto e coordinato dal dipartimento Projects and Innovation del gruppo immobiliare stesso, firmato dagli architetti Barreca & La Varra, già autori del pluripremiato Bosco Verticale, ospiterà tre sezioni di Primary, Middle e High School con IB Program.

Il Campus Symbiosis prende il nome dal progetto molto ampio di Covivio nel Municipio 5, che richiede investimenti importanti e che vede coinvolti il Comune di Milano e la Città Metropolitana.

ICS International School Milan ed il gruppo di cui fa parte si impegnano a rendere questa zona della città un vero e proprio distretto culturale.

I cinque piani della struttura svettano già nell’area dello scalo di Porta Romana. Le loro terrazze e le grandi logge sembrano offrire agli studenti punti di osservazione gradualmente adeguati alla propria età, fino ad arrivare in cima dove i ragazzi più grandi raggiungeranno la visuale più ampia.

L’area esterna, di circa 6.000 metri quadri, sarà dotata di un campo da gioco e sportivo polifunzionale, che potrà di volta in volta trasformarsi in campo da tennis, basket, calcetto e pallavolo, affiancato alla palestra indoor e alla piscina coperta semi-olimpionica. 

Un progetto nato dall’ascolto dei bambini e dei ragazzi che lo abiteranno, e che alla domanda “come vorresti la tua scuola ideale?” hanno dato risposte inaspettate, tutte legate ad un desiderio comune: che la scuola viva anche dopo il suono della campanella e diventi davvero uno spazio di sperimentazione umana, fatta di relazioni, di ricerca, di movimento, di musica e di attività creative. (Redazione)

 

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