Le Village seduce anche il Veneto

ph Stefano Segato on Unsplash

Ben 34 startup, 18 aziende partner e 46 abilitatori inseriti in un ecosistema aperto agganciato a una rete internazionale.

Ad un anno dall’avvio è già positivo il bilancio di Le Village by CA Triveneto, l’acceleratore di innovazione appena inaugurato a Padova nella sua sede definitiva di piazza Zanellato, in zona Stanga.

Un grande hub dell’innovazione dotato di 140 postazioni di lavoro distribuite su 1.800 metri quadrati di superficie, progettato da Degw, brand del Gruppo Lombardini22 specializzato nel workplace..

Dotazioni tecnologiche all’avanguardia, sale riunioni riservate, spazi comuni collaborativi e una simbolica piazza, autentico baricentro della contaminazione tra grandi corporate, giovani imprese, investitori e facilitatori che caratterizza la vita nel villaggio.

Nato in Francia nel 2014 su iniziativa di Crédit Agricole, il progetto è sbarcato in Italia a Milano nel 2018 ed è stato replicato a Parma nel 2020, sempre su progetto di Degw.

Ad oggi sono 43 i Village realizzati in Europa, oltre 1.300 le startup accompagnate appartenenti a diversi settori e circa 700 le aziende partner che perseguono lo sviluppo futuro attraverso l’open innovation.

Le Village by CA Triveneto è, quindi, il terzo acceleratore promosso in Italia dal Gruppo bancario, che a Padova ha trovato fin dalle prime fasi la convinta collaborazione di primarie realtà territoriali.

Figurano tra di esse Camera di Commercio di Padova, Fondazione Cariparo, Assindustria Venetocentro, Università di Padova (attraverso Fondazione UniSmart) e Parco Scientifico e Tecnologico Galileo Visionary District.

Tutti questi attori sono rappresentati nella newco costituita oltre un anno fa per dare concretezza al progetto, la cui direzione è stata affidata al manager veneto Matteo Di Biagi.

La sinergia e l’interconnessione tra mondo produttivo, mondo della conoscenza e mondo della finanza, con la rete internazionale di Crédit Agricole che mette a disposizione tutti i servizi necessari per accompagnare il business delle aziende nei mercati esteri, fanno di Le Village by CA Triveneto un hub dell’innovazione strategico per lo sviluppo delle imprese del Nord Est.

Oltre al forte coinvolgimento degli attori territoriali nel progetto, l’altra caratteristica distintiva di Le Village by CA Triveneto è la focalizzazione sulle startup che abbraccino uno o più Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare attenzione per 6 di questi Obiettivi: salute e benessere; acqua pulita e igiene; energia pulita e accessibile; industria, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili; consumo e produzione responsabili.

Concretamente, quali servizi offre il Village alle startup e alle aziende corporate del Triveneto?

Le startup – che devono essere costituite da meno di 5 anni, avere un fatturato superiore ai 25 mila
euro ed avere almeno un prodotto maturo sul mercato – vengono inserite in un programma di accelerazione del business, supportate nelle azioni di fundraising, favorite nell’accesso ai mercati internazionali, ospitate in appositi spazi con la possibilità di avvalersi delle competenze di mentor e percorsi di formazione ad hoc.

Per quanto riguarda le aziende partner, Le Village mette a disposizione la possibilità di attuare la propria trasformazione digitale collaborando con le startup residenti per sperimentare modalità di lavoro nuove da integrare nel proprio modello di business attraverso l’open innovation, un processo che porta ricerca e sperimentazione fuori dai confini dell’impresa e favorisce un più rapido time to market, ovvero un tempo minore per passare dalla fase di ideazione del prodotto o servizio alla sua immissione sul mercato.

Nella visione di Le Village by CA Triveneto, innovazione e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia e vengono promosse insieme in una combinazione che s’inserisce nel trend dell’open green innovation, un fenomeno che si sta affermando.

Uno studio condotto dal Mit (Massachusetts Institute of Technology) su oltre 3000 aziende in 113 paesi, ha rilevato che la maggior parte delle imprese riesce a coniugare i propri obiettivi di sostenibilità al profitto solo evolvendo il proprio modello di business.

E tra le migliori pratiche che favoriscono l’innesco di questo processo virtuoso spicca, appunto, l’attitudine delle aziende a collaborare non solo con clienti e fornitori, ma anche con le comunità locali.

Ottica pienamente condivisa dal sistema dei Village by CA che ha fatto proprio lo slogan “Collaborare per innovare”.

I benefici derivanti dall’applicazione dell’Open Innovation oggi risultano ancora più evidenti in contesti di crisi economica o scarsità di risorse finanziarie disponibili: l’Open Innovation consente infatti di ottimizzare le risorse destinate a ricerca e sviluppo, favorendo la rimozione di eventuali barriere tecnologiche e di mercato e incentivando la diffusione dei risultati ottenuti.

In questo contesto, l’adozione di pratiche di Open Innovation può dimostrarsi particolarmente efficace in tutti i settori industriali interessati all’eco-innovazione.

Secondo l’ultimo rapporto annuale realizzato da Mind The Bridge, fondazione californiana che aiuta a promuovere le idee innovative italiane presso e tramite la Silicon Valley, un numero sempre maggiore di aziende e Pmi si rivolge all’Open Innovation in Italia come principale fattore di crescita e accelerazione (fonti: The Map Report e Humane World Magazine). (Redazione)

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