Le mosse di Energean e la strategia italiana sull’energia

Immagine di Adam Jang per Unsplash

Dopo che il Pitesai è stato annullato dal Tar Lazio, il governo ha avviato un processo per ripristinare lo status quo ante dei titoli minerari che erano stati sospesi o negati a causa del piano.

Se il piano aveva fornito un quadro di chiarezza, il Tar ha eliminato la parte restrittiva, lasciando in vigore solo i vincoli “assoluti”, già previsti dalle leggi preesistenti.

Cosicchè le aziende hanno fatto richiesta al Mase di riattivare i titoli minerari. Tra queste Energean, società quotata alla Borsa di Londra (LSE) e alla Borsa di Tel Aviv (TASE), e socia di Eni nei progetti gas Argo e Cassiopea al largo di Gela (Cl), oltre che operatrice dei campi petroliferi Rospo e Vega nell’Adriatico e nel mare di Sicilia.

Il ceo Mathios Rigas ha dichiarato che, con nuove autorizzazioni, potrebbero essere aperti 3 nuovi pozzi petroliferi per il campo Vega di fronte a Pozzallo, mentre per Rospo si stanno ultimando le analisi per avviare uno o 2 nuovi pozzi, già individuati, ma da scavare.

L’obiettivo è triplicare la produzione utilizzando le infrastrutture già esistenti.

La società ha, inoltre, richiesto licenze esplorative per il gas nel Mar Ionio, al confine con le acque greche, dove detiene già un permesso molto promettente.

Il governo italiano ragiona verosimilmente su uno scambio: concedere alle aziende una maggiore velocità dei permessi e ottenere una parte di gas a prezzi sotto mercato per poter alimentare il contingente destinato al gas release, a favore delle industrie energivore.

Ma è l’autonomia energetica del Paese il tema centrale, nonchè l’obiettivo strategico di fondo, a motivare tutte le dinamiche descritte. (Redazione)

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