Le conseguenze dell’e-commerce

uno degli armadietti di Amazon dislocati in città per il ritiro della merce

(Sergio Scialabba) I centri di ritiro Amazon, inconfondibili nel loro colore arancio, con nomi curiosi come Annarosa, Clea e Rocco, si moltiplicano.  Chi ha fatto una acquisto online resta comodamente seduto in poltrona, e, quando scende per passeggiare il cane, deve solo fare una piccola deviazione e raggiungere l’Amazon Locker più vicino, digitare un codice o avvicinare lo smartphone, come si dice prendi e porta a casa. In attesa che, come già accade altrove, libri e gadget elettronici, abbigliamento o chè, arrivino a destinazione volando sulle nostre teste a bordo di droni. Non siamo più noi a varcare la soglia dei negozi, ma sono i negozi che sono entrati, anche se virtualmente, nelle nostre abitazioni. La putia di sempre, con le vetrine illuminate, i prezzi esposti e i commessi, si evolve, cambia registro. In qualche caso non regge la competizione e abbassa la saracinesca, business in business.

Nei prossimi decenni l’incremento del commercio elettronico, con dinamiche globali che mutano costantemente, avrà ricadute soprattutto sul traffico commerciale. Amazon, per esempio, trasporta tutto esclusivamente su gomma. Gli armadietti cercano di ridurre gli oneri legati alla consegna fino al citofono (e garantiscono anche meglio la privacy).  Un’altra conseguenza dell’esplosione dell’e-commerce? L’aumento  di rifiuti da imballaggio: carta, cartone e plastica: con percentuali a due zeri. La raccolta differenziata, diventa, anche per questo, un obbligo sempre più pressante. Anche se la parte attiva è dei cittadini. Gli stessi che, a prezzi molto competitivi, amano comprare online.

Con un grande sforzo – dice l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Alberto Pierobongoverno regionale e comuni stanno riuscendo a sensibilizzare la popolazione per effettuare una buona raccolta differenziata. Col potenziamento del servizio nelle grandi città il risultato regionale è destinato a crescere sensibilmente. L’informazione gioca in questo processo un ruolo fondamentale nel raccontare gli ostacoli, i risultati raggiunti e i benefici per la cittadinanza. Per questo serve cautela nel raccontare la situazione attuale. Dire che non sappiamo dove portare la differenziata può spingere il cittadino più distratto a farsi un’idea distorta del sistema, a danno di tutti”.

 

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