Le cattive abitudini dure a morire persino con il lockdown

via Libertà deserta in una città dove persistono cattive abitudini

Non basterà il Grande Lockdown a cambiare la città. Che questa sia una crisi spartiacque è evidente, condiviso da tutti. Ma da essa, o soltanto da essa, è difficile che possano germinare stili di vita, rispetto delle regole e una diversa e migliore condivisione di spazi pubblici. Almeno a Palermo. E questo nonostante in tanti rispettino le misure di contenimento.

Certo, nei mercati storici si sono riscontrati assembramenti. In certi casi è sembrato che la vita andasse avanti come sempre. Ma si tratta di realtà urbane restie a comprendere situazioni come quella generata dal coronavirus e, in ogni caso, meritevoli di tolleranza perchè queste realtà commerciali sono fonte di reddito per tante famiglie e testimonianze di tradizioni, cultura gastronomica e storia locale.

Sui tetti di quartieri popolari si è festeggiato, facendo baldoria, di fronte a griglie fumanti. Si tratta di fenomeni deprecabili, oltre che più di una violazione di legge. Ma sono, in realtà, casi isolati anche se, certamente, appariscenti.

Altrettanto grave è che si continuano a vedere cani randagi in giro (capita pure che venga preso di mira qualche passante costretto, poi, ad andarsi a far medicare) oppure lasciati (il proprietario non riesce a gestire l’animale rispettando il confinamento) giorno e notte senza assistenza adeguata, in luoghi dove si sentono abbaiare a tutte le ore. Gli animali vanno annoverati tra i soggetti deboli, soffrono particolarmente nelle situazioni di emergenza.

Per le strade sèguita a risultare difficile  far rispettare agli automobilisti lo stop agli attraversamenti pedonali. In molti casi, si continua a sfrecciare immarcescibilmente lungo strade sgombre, che vengono percorse ad altissima velocità pure dai motociclisti, accompagnati da rumori assordanti. Condotte ingiustificate stanno provocando incidenti, anche gravi.

Che questo accada in un momento segnato da misure molto rigide, imposte per garantire la salute pubblica, fa ancora più rabbia. Non solo perchè questa crisi ha già fatto tante vittime. Ma anche perchè ha reso la vita complicata a tutti, soprattutto a chi aveva già problemi che, adesso, saranno più difficili da risolvere.  (Sergio Scialabba)

 

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Cosa cambia in città dopo il coronavirus (di Sergio Scialabba)

 

 

 

 

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