Le aziende prevedono un massiccio ritorno del lavoro in sede

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Carenza di personale, competenza preferita all’esperienza, più equilibrio tra persone e tecnologia e uso corretto dell’intelligenza artificiale. Ancora, maggiore attenzione ai temi legati alla diversityequity and inclusion e all’ambiente multigenerazionale, lavoro da casa e ritorno (obbligato) in ufficio.

Secondo la società di recruiting Hays sono queste alcune delle principali sfide che manager, capitani d’azienda, HR dovranno affrontare nel 2024 per attirare o trattenere i talenti. Il contesto è quello di un grande cambiamento avviato dopo la pandemia da covid.

Un mercato, quello del lavoro in Sicilia che, pur registrando nel terzo trimestre 2023 un tasso di occupazione inferiore rispetto alla media nazionale (45,4 per cento vs 61,6 per cento) fonte: Istat – Tasso occupazione regionali.

Entrando nel dettaglio dei principali trend del mercato del lavoro per il 2024, secondo l’analisi della menzionata società di recruiting, nel 2024 si assisterà a un vero cambio di paradigma nella ricerca di talenti.

Per il 75 per cento dei responsabili delle selezioni, infatti, le competenze avranno un peso nettamente maggiore rispetto all’esperienza diventando, così, una priorità assoluta per la propria azienda, per prossimi mesi dovrebbe avere un andamento positivo.

Secondo l’elaborazione della società di recruiting Hays su base dati Unioncamere – Anpal, Sistema Informativo Excelsior, da febbraio ad aprile le imprese siciliane prevedono di assumere 71.730 risorse, + 12,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023 (superiore alla media nazionale).

A livello territoriale, la provincia con il più alto numero di nuovi ingressi previsti, sempre nel trimestre, è Palermo con 17.560 assunzioni, seguita da Catania (16mila), Messina (10.690), Siracusa (6.700), Trapani (6.610), Ragusa (4.660), Agrigento (4.510), Caltanisetta (3.500) ed Enna (1.500).

Le province più dinamiche per crescita rispetto allo stesso periodo del 2023 sono Messina (+ 23,4 per cento) e Siracusa (+ 18,4 per cento).

Ma proprio la carenza di personale con competenze in alcuni ambiti, come quelle legate all’informatica (indicato dal 62 per cento dei senior decision maker di tutto il mondo), sarà una delle principali sfide per il 2024.

Un altro trend da considerare per i prossimi mesi è quello relativo all’equilibrio tra persone e tecnologia, soprattutto dopo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Nel 2024 l’Ia farà un ulteriore balzo in avanti, supportando le imprese in ogni tipo di attività per aumentare la produttività. Il tema è di grande attualità come prova l’interesse intorno alla recente nomina al vertice della commissione pubblica ad essa dedicata.

Ma le aziende dovranno assicurarsi che questa tecnologia venga sfruttata in modo appropriato e che le persone la vedano come un aiuto, non come una minaccia.

Negli ultimi anni è cresciuta anche la sensibilità verso i temi legati all’inclusione ma ad oggi ben il 44 per cento dei dipendenti si sente escluso dalle iniziative di diversityequity and inclusion (DE&I) della propria azienda.

Una cultura aziendale inclusiva può ridurre del 50 per cento il turnover dei dipendenti, pertanto nel 2024 ci si aspetta di registrare una maggiore attenzione all’integrazione di iniziative di DE&I.

Inoltre, per il 2024 bisognerà prestare una maggiore attenzione ai team multigenerazionali. A causa della difficoltà di reperimento di risorse qualificate, nel 2024 le aziende avranno la necessità di valorizzare ancor di più i propri team con livelli di esperienza differenti.

Per assicurarsi i talenti, le aziende dovranno non solo adottare una strategia retributiva competitiva ma, anche, tener conto della soddisfazione sul lavoro, della formazione e dell’avanzamento di carriera, e di come questi aspetti dovranno essere adeguati a supportare i dipendenti nelle diverse fasi della loro carriera.

Poi c’è sempre il tema del lavoro da casa, che inizia a dividere dipendenti e imprese. Uno studio di Gartner condotto su oltre 4.000 dipendenti rivela che quasi 4 lavoratori su 10 sarebbero disposti a licenziarsi in caso venissero obbligati a rientrare in ufficio.

Ma, per il 2024, con il rallentamento della crescita della produttività a livello globale, quasi un quarto delle aziende prevede un cambiamento delle proprie politiche di lavoro ibrido, richiedendo una maggiore presenza in sede. Questo avverrà nei prossimi 12 mesi. (Redazione)

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