Le aquile cadono per la prima volta

lo stadio Renzo Barbera visto dall’alto

(Alessandro Ferrante) La prima caduta delle aquile rosanero arriva in un assolato pomeriggio di settembre. La gara contro il Biancavilla, valida per il primo turno di Coppa Italia di serie D, offre diversi spunti di riflessione. Mister Pergolizzi schiera una formazione imbottita di riserve, con un tridente sperimentale. Nel primo tempo infatti il pallino del gioco è per lo più in mano ai giocatori catanesi che al 21° si portano in vantaggio con Marcellino e sono poi abili a controllare le sterili sfuriate del Palermo.

Nell’intervallo l’ingresso di Doda e Martinelli determinano un cambio di marcia tra i rosanero che già al 3° minuto agguantano il pareggio con Santana ben imbeccato proprio da Martinelli, appena entrato. Il Palermo del secondo tempo è decisamente un’altra squadra, più reattiva e affamata rispetto a quella della prima frazione di gioco. Eppure la grande spinta prodotta non porta alla rete della vittoria. Si arriva dunque ai rigori (in caso di pareggio non sono previsti supplementari) che vedono i rosanero capitolare per gli errori di Mauri e Crivello.
Male il Palermo del primo tempo, meglio nel secondo ma appare ormai chiaro che il Palermo necessita di una punta che possa sostituire Ricciardo. È stata proprio l’assenza di un valido finalizzatore, infatti, a compromettere il passaggio al turno successivo della coppa. A tal proposito la società ha preso in prova il brasiliano Guilherme, classe 1999 accostato al Siviglia.
Una sconfitta comunque indolore dal momento che la testa della squadra deve rimanere fissa sul campionato.
Il prossimo incontro, contro il Roccella, si terrà sul campo di Locri, più capiente e con un manto erboso sintetico che dovrebbe consentire ai giocatori maggiore sicurezza e precisione negli schemi. Elemento che per una formazione tecnica come quella rosanero sarà di grande aiuto.

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