L’archeologo Sebastiano Tusa tra le vittime di un disastro aereo

Sebastiano Tusa nel suo ufficio di assessore qualche mese fa

(Carmela Corso) Sono 157 le vittime del disastro aereo che ha coinvolto, stamani, il Boeing 737 della Ethiopian Airlines in viaggio da Addis Abeba verso Nairobi. Tra i passeggeri di 33 nazionalità diverse, otto italiani tra i quali Sebastiano Tusa, l’assessore regionale ai Beni culturali della Regione siciliana. Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

Inesauribile e stimato archeologo di fama internazionale, Sebastiano Tusa si stava recando in Kenya, dove era stato lo scorso Natale insieme alla moglie, Valeria Patrizia Li Vigni – direttrice del Museo d’arte contemporanea di Palazzo Belmonte Riso – per un progetto Unesco nell’ambito di alcuni ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano indiano, al largo di Malindi e della realizzazione di un centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura del Kenya.

Classe 1952, figlio del celebre archeologo Vincenzo Tusa, era docente alla facoltà dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Palermo e,
dagli anni Novanta, responsabile del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro.
In qualità di responsabile della cattedra in Paleontologia, ha insegnato all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, alla Scuola di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi di Bologna e all’Università Philipps di Morburgo in Germania.
Instancabile e prolifico professionista, è stato a capo di numerosi scavi a Pantelleria, dove vengono rinvenuti tre ritratti imperiali romani e che hanno confermato il ruolo del territorio come “crocevia per i mercanti”.
Primo Sovrintendente del Mare dal 2004, ha guidato gli scavi a Mozia, riportando alla luce le banchine nascoste nella strada sommersa che conduce all’isola, ed ancora in Pakistan, Iran e Iraq. Nel 2008, in collaborazione con Folco Quilici, ha realizzato un film documentario sulla preistoria mediterranea a Pantelleria.
Agli scavi seguono le numerose pubblicazioni edite tra il 1990 e il 2018 che tracciano un’attenta analisi sulle scoperte archeologiche in Sicilia.

Interrotta la ricerca sul campo è stato alla guida dell’amministrazione dei beni culturali a capo della soprintendenza di Trapani. Nel gennaio 2010 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi e, dal 2012, nuovamente alla direzione della Soprintendenza del Mare.

Professionista apprezzato, dai toni garbati e mai sopra le righe, e animato da un amore viscerale nei confronti della sua terra, era stato scelto dal governatore Nello Musumeci come Assessore ai Beni Culturali dal presidente della Regione Siciliana per la quale stava lavorando a numerosi progetti e iniziative, ultima in ordine cronologico quella di mantenere la gratuità degli ingressi ai musei ogni prima domenica del mese.

Commosse le parole del Presidente della Regione che ha commentato la tragedia: “é una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’Isola”

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