L’agricoltore? Custode e Fonte della Sovranità Alimentare

Un momento del confronto Compag nella sede della Regione Siciliana di Catania

La sala del Palazzo della Regione Siciliana di Catania, occasione il convegno Il grano duro in Sicilia. Tra storia mercato e cambiamento climatico, organizzato da Compag in collaborazione con il Consorzio Crisma (distretto siciliano di punta con sede a Catania e specificamente indirizzato al grano duro) e giunto alla seconda edizione, teatro di un confronto tra esperti sui temi più attuali.

Dal mercato al cambiamento climatico, passando per la storia e la tradizione colturale, sino all’innovazione varietale, Compag – Federazione Nazionale delle Rivendite Agrarie – ha rinnovato lo strenuo impegno nella difesa degli interessi della categoria presso le istituzioni a livello europeo, nazionale e locale.

Il sodalizio, che rappresenta i commercianti dei mezzi di produzione e gli stoccatori di cereali e proteaginose (per un totale di circa 4.000 imprese), sotto il patrocinio dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca mediterranea e con la sponsorizzazione di Basf, Newpharm e Mulmix, ha voluto fare il punto in un tempo percorso da problematiche antiche e nuove.

Dal 2000 (che fu una annata di siccità record) ad oggi il Servizio Idrografico Regionale ha modificato forma e modalità operativa, ma è rimasto alle dirette dipendenze di Palazzo d’Orleans a conferma della sua importanza strategica

Con la moderazione dall’autore televisivo Antonio Pascale hanno dato il proprio contributo Carlotta De Pasquale di Areté, Luigi Pasotti (dirigente Servizio Informativo Agrometeorologico – Sicilia orientale – Dipartimento Regionale dell’Agricoltura) e Luigi Cattivelli (direttore del centro di ricerca genomica e bioinformatica del Crea).

Seconda regione produttrice di grano duro in Italia, la Sicilia, che nel mondo antico era il granaio dell’impero è, oggi, un player importante nel mercato mondiale, ma la situazione climatica, che ha interessato il territorio regionale negli ultimi mesi, ha messo a rischio buona parte della produzione.

I dati del Servizio Informativo Agrometeorologico – Sicilia orientale dicono che è grave il deficit pluviometrico nella regione, dove 8 mesi di assenza di piogge hanno portato a una grave siccità. Si tratta di un’anomalia estrema che perdura dal settembre scorso.

L’area di Catania, quella economicamente più vivace, da settembre 2023 ad aprile 2024 ha visto mancare circa il 70 per cento delle precipitazioni. L’impatto è importante per le produzioni agricole e per il grano duro in particolare, conducendo a una forte riduzione della quantità prodotta.

In quasi un quarto di secolo, il (correlato al Sias ndr) Servizio Idrografico Regionale ha subíto molte trasformazioni. A suo tempo, fu appaltata alla multinazionale svedese Ericsson una rete di telemisura degli invasi siciliani.

I parametri relativi a piogge, fiumi, dighe, falde, venti e radiazioni solari restano fondamentali ma dal 2000 (che fu una annata di siccità record) ad oggi l’ufficio ha modificato forma e modalità operativa pur restando alle dirette dipendenze di Palazzo d’Orleans, sede del governo regionale, a conferma della importanza strategica che riveste.

Il mercato del grano duro è stato fortemente destabilizzato dalle ingenti importazioni registrate negli scorsi mesi. A fine marzo, secondo i dati della Commissione Ue elaborati da Areté, circa il 50 per cento delle importazioni cumulate in Europa è arrivato da Turchia e Russia.

Mentre il 2023 è stato caratterizzato dalla scarsa produzione e dalla riduzione degli stock mondiali, la Turchia (che vede un ulteriore aumento delle superfici) si è imposta sul mercato come esportatore netto e sembra destinata a mantenere tale ruolo anche per la campagna 2024/2025.

Quali azioni di supporto intraprendere? Il presidente Compag Fabio Manara ha rimarcato il peso degli stoccatori privati nelle filiere cerealicole che, oltre ad avere una importante capillarità su tutto il territorio nazionale, sono il ponte tra la parte agricola e quella industriale.

Le nostre strutture sono quelle che effettivamente detengono la materia prima nazionale e contribuiscono alla valorizzazione e distinguibilità delle produzioni italiane.

Nei momenti di forte difficoltà della parte agricola, la sofferenza si distribuisce anche in capo alle strutture intermedie, come quelle associate a Compag, quali le rivendite di mezzi tecnici e gli stoccatori” ha dichiarato.

Compag sta lavorando da tempo per facilitare l’accesso al credito da parte degli agricoltori, sottoscrivendo convenzioni con istituti bancari” ha continuato Manara.

In una situazione di emergenza climatica estrema è necessario che siano messi a disposizione della parte agricola strumenti a copertura dei danni subiti, interventi che possano assicurare gli agricoltori danneggiati dalle calamità naturali.

L’agricoltore è custode del territorio, fonte della sovranità alimentare e produttore di beni essenziali alla sopravvivenza dell’umanità: non possiamo permetterci di perdere queste figure fondamentali, difficilmente sostituibili e portatrici di economia, storia e cultura dei territori” ha concluso. (Redazione)

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