La violenza sulle donne è ancora dilagante (di Carmela Corso)

la città in piazza contro la violenza sulle donne

(Carmela Corso) Una giornata per ricordare, in prossimità della 394esima edizione del Festino, attraverso la storia di una donna, tutte le vittime di femminicidio, e sensibilizzare l’opinione pubblica su un male della società i cui casi registrati e riportati dalle cronache sono  in costante aumento. Questo è quanto si propone di fare l’Associazione Le Onde con “Nessuno tocchi Rosalia – Palermo contro la violenza verso le donne”, la manifestazione organizzata  in collaborazione con il Coordinamento Antiviolenza 21 Luglio in programma venerdì 13 luglio, dalle ore 18, in piazza Politeama.

Oltre tremila le donne uccise in Italia dal 2000 ad oggi. In media, una donna uccisa ogni 60 ore, dalla Lombardia alla Campania, dal Lazio alla Sicilia, per la maggior parte dei casi tra le mura domestiche o in contesti di parentela, dal partner o ex partner nelle vesti di killer, anche a seguito di svariate e regolari denunce. Un dato impressionante che fa impallidire al pensiero che paesi come Stati Uniti, Canada, Lituania e Germania presentano numeri quattro volte superiori a quelli italiani.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne (ratificata dall’Italia con la Legge 27 giugno 2013, n. 77), riconosce con profonda preoccupazione – si legge in una nota – che “le donne e le ragazze sono spesso esposte a gravi forme di violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio forzato, gravi violazioni dei diritti delle donne e delle ragazze e  principale ostacolo al raggiungimento della parità tra i sessi. Le donne vittime di violenze hanno diritto a servizi dedicati/specializzati e a servizi generali con personale formato e qualificato al fine di garantire misure di sostegno e di protezione adeguate alle tipologie di violenza che le donne e le ragazze hanno subito”.

Da qui il nome dell’evento. Come Rosalia, vittima secondo la leggenda popolare all’interno della sua famiglia della stessa tipologia di pressioni,  dalle quali riuscì a sfuggire scegliendo l’eremitaggio, molte donne nella vita di tutti i giorni soffrono violenze di ogni sorta. Le donne, italiane e straniere, muoiono principalmente per mano dei loro mariti, ex-mariti, padri, fratelli, fidanzati, amanti o sfruttatori per le ragazze vittime di tratta.

Nel corso dell’evento saranno disegnate le sagome delle centoquattordici vittime uccise nel 2017, su cui i cittadini sono invitati a depositare un fiore. A seguire l’esibizione della Crispeace Band.

“Anche quest’anno – riferiscono gli organizzatori – vogliamo ricordare le vittime di femminicidio e, allo stesso tempo, dare seguito al movimento #metoo che ha attraversato il mondo rafforzando il principio che l’indicatore della violenza maschile verso le donne è ‘a parola della donna’: sosteniamo i centri antiviolenza, che da più di vent’anni sono i luoghi fondati dalle donne dove questa parola viene accolta, creduta e trasformata in un percorso di uscita dalla violenza. Succede che nonostante le donne chiedano aiuto ai servizi e alle istituzioni, non vengano credute. Operatori e operatrici dubitano della parola delle donne, si chiedono se non siano conniventi o addirittura provocatrici. Così, proprio quelle donne che hanno la forza per riconoscere la violenza e chiedere sostegno subiscono nuovamente violenza, questa volta da chi dovrebbe aiutarle. Si chiama vittimizzazione secondaria, per questo #ioticredo“.

La manifestazione è presente sulle piattaforme di facebook, twitter e instagram attraverso gli hashtag #NessunoTocchiRosalia, #IoSostengoLeOnde,#ioticredo

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