La trave nell’occhio dei nuovi barbari

Il marciapiede di via Alcide De Gasperi al civico 77

(Sergio Scialabba) Non si tratta di scoprire chi o come li abbia conficcato nell’asfalto in quel modo. Se sia stato un dipendente pubblico o privato, se fosse autorizzato o meno. Ne è importante stabilire se la sua retribuzione sia continuativa oppure no.

Non è importante neanche se abbia avuto un passato complicato e, per questa ragione, abbia trovato  – attraverso il lavoro – il modo per vivere dignitosamente.

Come non rendersi conto che dei pali – o qualunque cosa essi siano – piazzati in quel modo nel mezzo di un marciapiede possono finire nell’occhio di qualcuno, possono ferire bambini che si muovono troppo, anziani che vedono poco o chiunque abbia deciso (due passi ce li faranno fare) di solcare quel marciapiede?

E, ammesso che possa considerarsi responsabilità del passante prestare la massima attenzione, come non immedesimarsi in un proprio concittadino, provare a vedere il mondo con l’occhio dell’altro, ciò che è proprio del vivere civile, della tolleranza?

E, ancora, è possibile che nessun vigile urbano o anche non urbano, un poliziotto o un carabiniere, una persona in divisa, o anche in borghese, non si accorga di queste testimonianze di barbarie, di questi segnali sempre più preoccupanti di degrado, di come tutto questo resti senza conseguenze, senza repliche, senza risposta?

Chiediamoci anche che senso abbia multare ristoratori, albergatori, baristi per un quarto d’ora di coprifuoco violato: la pagliuzza al confronto di tante travi ignorate. È proprio vero che il vero cieco è chi non vuole vedere.

Che vale insolentire la gente prendendo a pretesto una mascherina, riempire le città di telecamere, spiare il prossimo?

Come fidarsi di questi controllori? Come credere a chi ha, ancora, una qualche autorità (l’autorevolezza pare si sia beccata il covid tempo fa ed è passata a miglior vita) se tutti e ciascuno continua impunemente a non rispettare le regole, siano esse di diritto, etiche o di buona educazione?

 

 

vedi

Quando il cittadino scende in campo

 

 

 

 

Lascia un commento