La telemedicina crescerà ancòra

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I prossimi 10 anni sanciranno la definitiva consacrazione della telemedicina, non solo come applicazione della telematica, cresciuta verticalmente negli ultimi anni, ma anche e soprattutto come alleata della medicina e della salute dell’uomo.

Questo, certamente, se le istituzioni saranno in grado di cogliere le opportunità (che non sono sono finanziarie), recepire le istanze dei portatori di interesse e mettere insieme le competenze del pubblico e del privato, nella piena garanzia dei diritti individuali.

Sotto questi auspici nell’aula Maurizio Ascoli del Policlinico “Paolo Giaccone” sono stati presentati i risultati del progetto messo a punto grazie al patrocinio di A.M.I.C.I. Italia, associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, e sviluppato con la piattaforma MyHospital Hub Pro, realizzata da AdiLife e ceduta a titolo gratuito dalla farmaceutica Takeda Italia.

La telemedicina, secondo la gastroenterologa Maria Cappello, ha grandi potenzialità ma il lavoro svolto da remoto dai clinici venga riconosciuto anche dal sistema sanitario nazionale per gli aspetti che attengono ai rimborsi

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono patologie che si prestano a uno sviluppo della telemedicina. Ne hanno parlato Maria Cappello, responsabile dell’Ambulatorio Ibd, e Calogero Cammà, direttore della Uoc di Gastroenterologia ed Epatologia, spinti ad adottare la piattaforma di telemedicina in questione e con loro, tra gli altri, il primario di Medicina Interna al Cervello Antonio Carroccio e il dirigente regionale Massimiliano Maisano.

I primi dati ottenuti da uno studio che ha coinvolto circa 80 pazienti nell’utilizzo della piattaforma sono molto incoraggianti e, una volta validata la piattaforma, potrà essere esportata anche in altre strutture che si occupano di Ibd: la scalabilità è un ulteriore valore del nostro progetto pilota. E’, però, fondamentale che questi sistemi e il lavoro svolto da remoto dai clinici vengano riconosciuti anche dal sistema sanitario nazionale per gli aspetti che attengono ai rimborsi” ha detto Cappello.

Ma cosa è e come funziona? Si tratta di un app, i pazienti compilano un questionario ePro Patien Reported Outcome e prenotare visite. Contemporaneamente i medici possono consultare lo stato di salte del paziente e, in caso di necessità, attivare una televisita. I vantaggi sono una razionalizzazione dei costi, un elevato grado di comparabilità del dato sanitario e una molto maggiore sostenibilità ambientale.

Siamo la prima tra le principali aziende farmaceutiche del mondo ad avere un Chief Technology Officer all’interno del board globale – ha spiegato Andrea Pecci, Data, Digital & Technology Head Takeda Italia – Progetti come quello presentato oggi hanno per noi un alto valore perchè creano un circolo virtuoso d’innovazione continua che vede pubblico e privato lavorare in partnership con il fine ultimo di portare benefici ai pazienti“.

I dati vengono raccolti in modo anonimo per essere analizzati attraverso algoritmi d’intelligenza artificiale e incrociati con dati diagnostici e di terapia. Questo sistema, oltre a consentire al medico di identificare parametri alterati, permette di condurre studi clinici su ampie casistiche, utili a tracciare l’evoluzione generale delle 2 malattie e le risposte alla terapia.

Siamo orgogliosi della partnership con Takeda Italia, nata nel 2019, quando la telemedicina, da sempre considerata un’opportunità, è diventata una necessità, abilitata anche da una tecnologia ormai pervasiva e sofisticata.

In questi anni abbiamo sviluppato collaborazioni a tre, noi Takeda Italia e i partner della sanità, adottando, di volta in volta, la piattaforma di telemedicina alle diverse esigenze.

Siamo particolarmente fieri del progetto con l’ambulatorio Ibd del Policlinico di Palermo perchè consentirà di generare grandi quantità di dati che difficilmente oggi vengono raccolti e utilizzati per la ricerca” ha dichiarato Martino Politi presidente di ADiLife. E,tra le analoghe esperienze significative, è stata citata MijnIBDCoach, ideata in Olanda. (Redazione)

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