La Sicilia di Quartararo

Francesco Audenzio Quartararo

La storia personale e quella della Sicilia rurale degli anni Cinquanta sino ad oggi, luogo di molteplici cambiamenti, lotte ed evoluzione, politica e sindacale dell’autore: i cambiamenti, le evoluzioni e le lotte dagli anni Cinquanta sino ad oggi. Il territorio corleonese con le sue contraddizioni, la sua tradizione agricolo – pastorale e la straordinaria bellezza del paesaggio naturale. 

“Semplicemente una storia dalla Sicilia aspra dell’entroterra”: è il titolo del libro di Francesco Audenzio Quartararo che sarà presentato a Giuliana domani sabato 25 agosto alle 10 presso gli spazi del Castello Federico II. 

In questo scenario Quartararo, io narrante della storia, da adolescente esuberante, vivace e poco dedito allo studio, diventa un giovane uomo impegnato nel sociale, nel sindacato e, successivamente, in politica.

Più volte eletto primo cittadino di Giuliana, l’autore riversa nel ruolo di amministratore quella passione civile e quel desiderio di legalità che sono la base fondante dei valori di una vita vissuta tra affetti familiari, amicizie e amore per il territorio d’origine. 

Sindacalista di lungo corso, il cui nome è indissolubilmente legato alla Uil siciliana – Quartararo ricopre da anni il ruolo di responsabile organizzativo della Uil Pensionati Sicilia – l’autore propone al lettore uno spaccato avvincente che mescola con ironia e sensibilità dimensione pubblica e privata: se il passato compare qua e là con l’inevitabile nostalgia di tempi irrecuperabili, emerge, però, la voglia di abbracciare il futuro senza rimpianti, un tratto tipico dell’essenza umana del protagonista, qui al debutto letterario con tutto l’entusiasmo tipico delle opere prime. 

“Semplicemente una storia dalla Sicilia aspra dell’entroterra” è anche un omaggio a un mondo agricolo che non esiste più, alla famiglia vissuta come baluardo di stabilità emotiva quando le certezze vacillano e al sindacato quale strumento di progresso civile e morale, oltre che di rivendicazioni per i più deboli. 

“Ho voluto narrare la mia storia di sindacalista, sindaco e uomo – afferma l’autore – affinché qualsiasi lettore, anche quello più distante ideologicamente, potesse ritrovare un pezzo di se stesso, rintracciando nella mia vicenda personale anche pezzi della propria vita”.  (Gabriele Giovanni Vernengo)

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