La remise en forme costa 350 euro al 22 x 100 degli italiani

ph Adam Winger on Unsplash

Le giornate si allungano, sono sempre più soleggiate e, come ogni anno, suona la sveglia per rimettersi in forma in vista della primavera/estate. Kruk Italia, l’esperto del debito, ha indagato attraverso un sondaggio quali sono i comportamenti economici degli italiani per quanto riguarda la remise en forme per mandare un messaggio di responsabilità, così da evitare che la prova costume non si trasformi in una nuova occasione di indebitamento.

Per il buon senso comune e il 63 per cento dei rispondenti al sondaggio di Kruk Italia, la remise en forme dovrebbe essere uno stile di vita che dura tutto l’anno ma, nonostante questo, addirittura il 78 per cento del campione dichiara di iniziare a occuparsene solo all’ultimo.

Il dato che preoccupa l’esperto del debito è che il 53 per cento delle persone non preventiva le spese per rimettersi in forma. Questo, unito alla poca costanza degli italiani durante l’anno nel condurre una vita sana, porta a spendere, in pochi mesi, una parte importante del proprio budget, senza che questo fosse stato preventivato o sforando il tetto che ci si era imposti – il 25 per cento dichiara di spendere sempre più del previsto.

Esiste però uno spiraglio di luce: confrontando un’indagine condotta da Kruk Italia, sul medesimo tema, nel 2021 era addirittura l’87 per cento il campione che non preventivava le spese per la remise en forme vs. il 53 per cento che dichiara lo stesso nel 2024.

Ma quanto costa la remise en forme? Il 22 per cento risponde ben oltre i 350 euro e il 18 per cento addirittura oltre i 600 euro. Il dato è aumentato rispetto all’indagine Kruk Italia del 2021, dalla quale emergeva che solo il 17 per cento avrebbe speso più di 350 euro.

Le categorie per cui si spendono più soldi sono: prodotti beauty (38 per cento), l’estetista (34 per cento), l’abbonamento in palestra (32 per cento) e alimenti più sani (30 per cento).

Analizzando quindi il dato che svetta e quello per cui i rispondenti spendono più soldi si notano alcune differenze tra i comportamenti d’acquisto delle donne e degli uomini. Dal sondaggio di Kruk Italia emerge, infatti, che i 2 generi affrontano l’acquisto di prodotti beauty in modo diverso: sono solo il 16 per cento le donne che dichiarano di non acquistarne contro il 31 per cento di uomini.

Inoltre, del campione maschile intervistato, chi acquista prodotti beauty lo fa comprando gli essential per la propria routine di bellezza (contorno occhi e crema antirughe per il 25 per cento, detergente per il 19 per cento e dopobarba per il 12,5 per cento).

Le donne, invece, spendono per prodotti più specifici per contrastare gli inestetismi i: il 43 per cento per gli anticellulite, il 39 per cento per gli antiage e il 37 per cento per gli scrub.

La costanza è sicuramente un punto debole del campione interpellato, visto che il 41 per cento dei rispondenti dichiara di provare a mettersi in forma per la prova costume, ma senza continuità.

Infatti, solo il 14 per cento delle persone afferma di preferire il pagamento mensile della palestra non essendo certi di sfruttarlo tutto l’anno – evitando una spesa che potrebbe impattare notevolmente sulle proprie finanze per un servizio inutilizzato.

Mentre la perseveranza risulta ampiamente quando il campione dimostra tutta la sua fedeltà ai propri love brand: l’86 per cento è disposto ad acquistare prodotti di marche a cui è affezionato, anche se questo comporta di doverlo comprare a prezzo pieno.

Quello della remise en forme è uno spunto che ci porta a considerazioni che possiamo estendere a tutti gli ambiti della vita, anche quello economico,” spiega Simona Scarpa, Field Manager di Kruk Italia “da anni incentiviamo una maggiore educazione finanziaria, e non possiamo fare a meno di notare come i risultati dalla nostra indagine sulla remise en forme siano un pò una metafora di quei comportamenti fin troppo disinvolti che osserviamo nell’ambito dei debiti.

A cominciare dalle buone intenzioni che non trovano il loro corrispettivo nei fatti, per poi passare ad una completa astensione a preventivare spese e conseguentemente a pensare ad un piano di risparmi, fino alla poca costanza.

Notiamo – però – con piacere che il dato sul preventivare le proprie spese è in miglioramento rispetto a qualche anno fa, ma ancora c’è tanto da lavorare sul piano dell’educazione ad una maggiore responsabilità finanziaria, poiché la corretta gestione del denaro deve diventare una priorità di ogni individuo.”

L’esperto del debito invita, quindi, a una pianificazione precisa del proprio budget mensile, che comprenda anche le voci risparmio e imprevisti. Questo permette alle persone di salvare, comunque, una parte del proprio budget per il futuro o per spese improvvise ma necessarie, anche in periodi come quello che precede l’estate in cui, per mancanza di costanza durante l’anno, siamo portati a sostenere spese, anche ingenti, che in pochi mesi potrebbero avere grandi conseguenze sul bilancio personale. (Redazione)

vedi

In Sicilia le donne più indebitate d’Italia