La politica diventa film (di Carmela Corso)

La Vardera e (a destra) Salvini

di Carmela Corso

 

Sparito negli ultimi tempi dai radar dopo la bufera sulla candidatura-bufala alle ultime elezioni amministrative per la elezione a sindaco di Palermo, si torna a parlare di Ismaele La Vardera, il giovane giornalista palermitano classe 1993 – presentatosi come il pesce piccolo in lotta contro gli squali della politica – autore di una vera e propria farsa ordita allo scopo di realizzare un documentario d’inchiesta per la trasmissione televisiva Le Iene, della quale all’epoca dei fatti lo stesso La Vardera faceva parte, per mostrare i retroscena delle elezioni palermitane vinte, poi, da Leoluca Orlando.

Tutto ha inizio a gennaio del 2017 con l’annuncio di La Vardera della sua candidatura alle elezioni politiche del giugno dello stesso anno, nelle file del centrodestra, sostenuto da Salvini e Meloni. Una campagna condotta a mezzo stampa e attraverso i social in grado di raccogliere “soli” 7mila voti che non lo hanno portato pertanto a superare la soglia di sbarramento del 3 per cento prevista dal consiglio comunale. Un flop a cui è poi seguito il polverone sollevato con la rivelazione del vero intento dietro la discesa in campo del giornalista, di cui in molti hanno lamentato la mancanza deontologica, che potrebbe creare un precedente per mettere in discussione la regolarità e i principi stessi della competizione elettorale.

Dopo conferme, smentite e numerose polemiche montate da tutti i soggetti coinvolti, a cui sono seguite minacce e scontri fisici – celebre la lite, poi sfociata in una vera e propria colluttazione, con uno dei suoi sostenitori, l’attore Francesco Benigno – il tutto, candidatura e documentario, sembrava essere caduto nel dimenticatoio. Oggi, invece, la notizia irrompe come un fulmine a ciel sereno. Il documentario esiste e potrà a breve approdare al cinema prodotto con la regia di Davide Parenti e Claudio Canepari. Incontri, conversazioni private con vari esponenti della politica ( in testa i leader di Lega Nord e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, insieme con l’ ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro) e di Cosa Nostra; momenti “segreti” catturati da microfoni e telecamere nascoste, spiattellati sugli schermi delle sale cinematografiche che rischiano di far scoppiare una bomba mediatica e montare un vero e proprio caso politico.

Ad  interessarsi alla vicenda anche la stampa europea, dalle cui pagine è partita l’indiscrezione poi confermata anche dall’entourage del La Vardera, che spende ottime parole per l’intraprendenza del giornalista, per i contenuti ed i messaggi di cui il film si fa portavoce. «La parte più suggestiva del film –  scrive il quotidiano britannico The Guardian – si svolge in un seminterrato nel quartiere della Kalsa, roccaforte della mafia siciliana in cui La Vardera viene accompagnato da un ex consigliere comunale per incontrare un parente del boss mafioso Gino ‘U mitra’ Abbate”. Che avrebbe offerto un accordo: “Possiamo consegnare 300 voti in questo quartiere, ma vi costeranno 30 euro ciascuno. Qui la gente ha bisogno di cibo. Qui decidiamo per chi voterà la gente, altrimenti non voterà».

A mettere la propria faccia al progetto di La Vardera un’altra Iena palermitana, Cristiano Pasca che afferma: «Sono contento  di dare la mia voce a un prodotto che è una vera radiografia del potere in Italia e ringrazio Ismaele per avere raccontato questo spaccato di realtà. Da palermitano sono orgoglioso di lui e da professionista onorato di fare parte di questo progetto».

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