La pandemia aumenta i rischi della navigazione

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Cyberbullismo, sexting, ludopatia… I pericoli della rete, aumentati esponenzialmente in tempi di pandemia, sono il tema della nuova puntata della trasmissione social del Consorzio Cev 12:30 Cev, online da oggi nei canali Facebook, Youtube, Linkedin del Consorzio Cev, nel corso della quale si è discusso dei pericoli in cui rischiano di cadere i giovani – e non solo loro – navigando online.

Importanti gli ospiti della puntata: insieme con il presidente del Consorzio Cev Andrea Tasinato, il presidente dell’Ordine dei Medici della Sicilia Toti Amato e la presidente della Global Thinking Foundation Claudia Segre.

Quello della rete è un mondo sommerso e virtuale, un universo di cui i giovani sono voraci -ha esordito Tasinato – ma è anche un mondo ancora sconosciuto e al suo interno si possono trovare i pericoli più gravi. Per questo sarebbe auspicabile che noi adulti dessimo ai giovani messaggi chiari e comportamenti univoci verso un pericolo che non è legato soltanto alla rete, ma che ricade anche sulla quotidianità, creando ad esempio difficoltà comunicative ed espressive”.

Il vero problema è che l’adulto non ci si riconosce del tutto in questo linguaggio, facendo venir meno così la formazione dei più giovani – ha spiegato Amato – Anche per questo motivo, le istituzioni sanitarie che si occupano di prevenzione hanno cominciato a riflettere e ad affrontare queste tematiche, particolarmente attuali. Tra i principali pericoli per i giovani, la manipolazione psicologica, resa evidente da tristi notizie come quella della ragazzina che si è tolta la vita in Sicilia nelle scorse ore, ma anche il cyberbullismo, il sexting e la ludopatia, che talvolta portano a ricadute anche dal punto di vista fisico. Si pensi alla bulimia o all’anoressia, oltre ai disturbi della personalità, al deficit di autostima. Questi sono alcuni dei segnali più profondi, ma ce ne sono altri a cui i genitori dovrebbero essere educati a prestare attenzione, come il costante utilizzo del telefono, che provoca un isolamento sociale e spesso anche attacchi d’ansia e irritabilità. La società deve, quindi, accorgersi di questa pandemia, che non è solo dovuta al virus, ma è anche sociale e ci vede tutti sempre più connessi”.

Ad intervenire sul dibattito anche Segre: “Abbiamo avviato di recente un progetto in merito, volto al contrasto delle dipendenze senza sostanze che derivano proprio dal digitale, come trading speculativo, ludopatia, shopping compulsivo: riteniamo, infatti, che sia importante tenere vivo il dibattito e analizzare il fenomeno per affrontarlo e lavorare sulla prevenzione, soprattutto fra le nuove generazioni. Queste dipendenze, come il trading speculativo, la ludopatia, lo shopping compulsivo, in questo periodo di isolamento dovuto alla pandemia sono entrate ancora di più nelle case ed espongono le famiglie a un effetto molto evidente sul budget familiare, con casi di sovra indebitamento, usura ed estorsione. Sono tratti allarmanti, legati al tema del denaro, al suo valore e alla sua gestione. Per questo, grazie alle istituzioni pubbliche, faremo in modo che questo progetto si diffonda a livello nazionale, cercando di mappare il fenomeno e definire delle pratiche di prevenzione, esattamente come in Francia, dove è stata istituita un’agenzia nazionale di sicurezza ancora nel 2015. Su questo in Italia stiamo arrivando con un certo ritardo, ma la collaborazione fra pubblico e privato è fondamentale e finalmente sta portando a una canalizzazione degli sforzi da parte delle amministrazioni sempre più consapevoli e sempre più efficaci”. (Redazione)