La guida dei locali storici valorizza il Sud

l’antica focacceria San Francesco in una immagine d’epoca

(Redazione) Hanno inventato l’aperitivo, il primo gelato da passeggio e il primo disco. Ma hanno dato vita anche alla prima orchestra interamente al femminile e ai primi tentativi di impiattamento. Pionieri ormai classici, datati ma senza crisi d’età, i Locali storici d’Italia (180 anni l’età media) si sono ripresentati pochi giorni fa nella 43a edizione dell’omonima guida, svelata a Milano. Lanciata con la nuova versione in formato app, la guida si concentra quest’anno sul gusto italiano, con un itinerario da Nord a Sud dello Stivale tra i più longevi santuari del palato tricolore.

Sono centinaia gli aneddoti sui grandi della storia, uniti da un comun denominatore: il buon gusto – ha detto il presidente dell’Associazione Locali storici, Enrico Magenes – Storie che partendo da cibo, bellezza e ospitalità italiana incrociano in modo trasversale quelle del Paese: dal dominio straniero all’Unità d’Italia, al boom; dalla commedia dell’arte, al futurismo, al neorealismo”.

Sono 10 gli alberghi, i ristoranti, le pasticcerie e i caffè siciliani recensiti dal volume gratuito che segnala i templi dell’ospitalità italiana che hanno raggiunto almeno 70 anni di esercizio. Tra le referenze della regione, la provincia più rappresentata è Palermo, che conta 6 locali ma non mancano Messina (2), Catania (1) e Ragusa (1)

Per Magenes “Questi locali rappresentano dei veri e propri ‘musei dell’ospitalità e del gusto’ made in Italy, una risorsa eccezionale per il turismo che consente di scoprire concretamente, attraverso testimonianze, arredi e ricordi, il patrimonio storico del nostro Paese”.

I Locali storici d’Italia sono stati teatro di episodi storici, luoghi di ristoro, rifugio e ispirazione per personalità politiche, celebrità, artisti e letterati, ma anche incubatori di trend e mode che hanno radicalmente cambiato il “gusto italiano”, protagonista dell’edizione 2019 della Guida, disponibile da quest’anno anche in formato app. Nell’itinerario alla scoperta dei più longevi santuari del palato tricolore, le storie di ospitalità, bellezza e cucina di questi locali incrociano e raccontano la storia stessa del Paese, dal dominio straniero all’Unità d’Italia, fino al boom economico del dopoguerra; dalla commedia dell’arte, al futurismo, al neorealismo.

Nella classifica per regioni, la medaglia d’oro va al Veneto (35 locali), seguita da Lombardia (32 locali), Toscana (28), Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20). Sul fronte delle province, Genova segue Venezia con 17 referenze, mentre Torino e Napoli (entrambe a 15) si dividono il 3° posto subito prima di Milano e Firenze (14).

 

 

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