La fotografia unisce Palermo a New York

veduta di Manhattan

A New York chiude tra pochi giorni Facing the Camera, 50 Years of Italian Portraits, la mostra allestita presso l’ Istituto Italiano di Cultura che ha raccontato 50 anni di storia italiana attraverso i ritratti di 25 fotografi, a cominciare dal gruppo di ritratti di Fausto Giaccone realizzati venti anni dopo la strage di Portella della Ginestra. Nel frattempo si è aperta a Palermo Retrospective, la mostra dedicata a Frank Capa. Nel Real Albergo dei Poveri c’è una sezione speciale di fotografie scattate in Sicilia dove Capa giunse nel luglio del 1943 al seguito di una nave utilizzata come copertura dal generale Patton per l’avanzata della Settima Armata. Se Capa promuove la fotografia a strumento di racconto storico e, poi, fondatore della Magnum, ne fa grande alleata del giornalismo, la mostra newyorkese ha invece puntato sul ritratto fotografico, divenuto, a partire dagli anni Novanta, una collaborazione tra due: il fotografo e il suo soggetto, i quali lavorano insieme per realizzare l’ immagine finale, attraverso l’ uso di elementi simbolici, sfondi e paesaggi.

il Real Albergo dei poveri

L’ Italia negli Stati Uniti viene presentata, ancora una volta, come un paese ricco di storia, i cui confini sono stati piuttosto facili da attraversare nel tempo. Un particolare che certamente non è sfuggito a Capa e altri i quali hanno saputo usare  – nel secolo scorso – quel potentissimo strumento che, attraverso la luce, fissa le immagini nella memoria collettiva per sempre. (Sergio Scialabba)

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