La Fondazione Edmund Mach lancia la app BeeWild

La Fondazione Edmund Mach ha sviluppato una applicazione per cellulari per censire la distribuzione e la sopravvivenza delle api da miele selvatiche in Europa. L’app BeeWild è gratuita, contiene una guida semplice e chiara per riconoscere queste api e consente ai cittadini, attraverso una tipica azione di Citizen Science, di segnalarne la posizione e di inviare anche alcune fotografie al fine di una conferma da parte di un team di esperti.

l’icona dell’app BeeWild

I dati che verranno raccolti dalla app BeeWild, scaricabile da Play Store o App Store, serviranno per capire l’attuale distribuzione di questa fondamentale specie allo stato selvatico, dal momento che da alcuni decenni si riteneva fosse quasi estinta e che le uniche api da miele in Europa fossero quelle allevate dagli apicoltori. BeeWild per ora funziona sia in italiano che in inglese, ma nel breve futuro si prevede di implementarla con le altre lingue europee.

L’app BeeWild è un progetto nato e costruito all’interno della Fondazione Edmund Mach; è stata ideata dal gruppo api del Centro Trasferimento Tecnologico di Fem ed è stata realizzata dal personale dell’Unità Agrometeorologia e Sistemi Informatici con la collaborazione del Centro Ricerca e Innovazione.

Per la gestione del flusso di segnalazioni che giungeranno attraverso BeeWild, Fem si avvarrà della collaborazione di World Biodiversity Association onlus, da alcuni anni impegnata concretamente nel campo delle api e dell’apicoltura.

Conoscere la reale distribuzione delle colonie di Apis mellifera che vivono allo stato selvatico è molto importante ed è per questo che Fem ha ideato BeeWild. Le colonie non gestite sono di fondamentale importanza per la conservazione delle api locali, ovvero delle diverse sottospecie di Apis mellifera.

In tutta Europa oggi si sta sottolineando l’importanza di tutelare in vario modo queste sottospecie, che risultano strategiche per l’ambiente ma anche per il futuro dell’apicoltura.

Studiare la diffusione e la sopravvivenza nel tempo di queste colonie non gestite dall’uomo non ha assolutamente lo scopo di individuarle e di prelevarle dai loro ambienti, anche perché la ricerca scientifica ci dice che sarebbe del tutto inutile. Ma attraverso i loro fuchi, i maschi delle api, queste colonie potrebbero facilmente trasferire anche alle api gestite dagli apicoltori della stessa zona le loro caratteristiche positive. (Redazione)

 

 

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